POLITICA – Commissario ad acta, Fanelli “Che questa decisione sia utile alla sanità molisana”

Micaela Fanelli
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CAMPOBASSO – Governatore senza l’autorità alla gestione della sanità che rappresenta il 75% del bilancio regionale, circa 600 milioni di euro.

Il Governo dice così ma la speranza è l’ultima a morire perché si aspetta la firma del Presidente della Repubblica e la conversione in legge del Decreto fiscale da cui ci potrebbe scappare anche qualche sorpresa. I commenti ovviamente su tanto sono molteplici e si allargano anche ad altre e ulteriori considerazioni dove qualcuna appare anche fuori “tema” forzatamente e fastidiosamente strumentale.

La consigliere regionale di Dem Micaela Fanelli osserva.

“Se sia una scelta giusta o sbagliata, lo si vedrà nel tempo. Fin da subito, invece, appare del tutto evidente il fallimento politico del Presidente della Regione Toma, che non è riuscito nel suo intento e desiderio più grande, sul quale ha speso grandi energie fin dal primo giorno del suo insediamento. Non sarà Commissario alla Sanità e per questo si ritroverà a gestire solo un quarto delle risorse regionali.

Non sono dunque serviti gli ‘ottimi rapporti’ con il Ministro Salvini, né tanto meno l’appello della sua maggioranza che, da sola in Consiglio regionale, aveva fatto voti al Governo per scongiurare quello che fin da subito era apparso chiarissimo: Roma non ascolta più i Governatori e decide tutto da sola. E questo non è un bene per il Molise e per tutte le altre Regioni d’Italia.

In attesa della conversione in legge del decreto, in attesa di possibili ricorsi alla Corte Costituzionale, resta solo la speranza che questa decisione sia davvero utile alla sanità molisana e che il Presidente Toma riesca ad instaurare un’immediata sintonia d’azione con il nuovo Commissario alla Sanità, chiunque esso sia. Pretendendo maggiore peso politico nazionale dalla sua maggioranza, che con tutta evidenza, in particolare la Lega, non è riuscita a dare manforte al suo Presidente. Coinvolgendo maggiormente le forze d’opposizione, il partenariato, l’associazionismo ed i comitati, che non possono più essere solo informati dell’attività politica – finora improduttiva in termini di risultati – ma devono essere messi nelle condizioni di contribuire a delineare una nuova strada da percorrere nell’interesse generale della regione”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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