CAMPOBASSO – Per un Molise senza stupefacenti. All’Unimol 450 studenti per dire “no” alla droga

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EVENTO – Erano in 450 gli studenti che questa mattina hanno affollato l’aula magna dell’Università degli Studi del Molise per assistere all’incontro “Per un Molise senza sostanze stupefacenti”.

Fortemente voluto dalla Procura della Repubblica di Campobasso, guidata da Nicola D’Angelo, insieme all’Unimol, all’Ordine degli Avvocati, all’Ufficio Scolastico Regionale, alla Camera penale distrettuale, all’Ordine dei Giornalisti, all’ufficio della Consigliera regionale di Parità e all’Ordine degli Psicologi.

Quello della droga diventa un problema sempre più allarmante, il numero dei consumatori raddoppia mentre l’età si abbassa. In particolare in Molise, regione ai primi posti per il numero di iscritti al Serd, sono tantissimi gli adolescenti che fanno uso di stupefacenti. Solo a Campobasso sono in cura 1300 tossicodipendenti, con un’età media dai 14 ai 20 anni.

Dopo i saluti del Rettore Gianmaria Palmieri, del Procuratore di Campobasso, Nicola D’Angelo, della Dirigente dell’USR Molise, Anna Paola Sabatini, e gli interventi del Sostituto Procuratore Viviana Di Palma, della Psicologa Giulia Leonelli e del Direttore sanitario dell’ASRe Molise Antonio Lucchetti, il momento d’eccezione è stato l’intervista, a cura della Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Molise, Pina Petta e del Responsabile del SerD Giuseppe Antonio Scioli, ad un ex tossicodipendente.

Ivan, oggi diventato un uomo, è stato per 15 anni vittima della droga. Ha parlato a cuore aperto di fronte alla platea, raccontando come da studente modello con la passione per il pianoforte è finito nella spirale della tossicodipendenza, iniziando con qualche spinello per poi finire all’eroina. Ivan ha provato a spiegare cosa significa rinunciare a tutto, ai propri affetti, ad una casa, alla propria vita solo per continuare a drogarsi.

Un incontro, dunque, per parlare direttamente ai giovani attraverso le parole non solo di esperti ma anche di chi quell’inferno l’ha vissuto, per perseguire il solo obiettivo: quello di informare affinché il fenomeno possa diminuire sempre di più e, magari, spegnersi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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