ISERNIA – Rapporto criminalità, Prefettura: “Segnale positivo, aumenta la fiducia nelle istituzioni”

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PREFETTURA – Presso la Prefettura di Isernia si è riunito il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto Guida, al quale ha partecipato anche il Procuratore della Repubblica di Isernia Carlo Fucci.

Punto all’ordine del giorno l’articolo pubblicato dal Sole24Ore circa la criminalità in Italia nel 2017, un rapporto stilato in base ai dati forniti dalle Prefetture al Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno. Come si evince dal numero di denunce per ogni 100.000 abitanti (ed al riguardo giova precisare che la popolazione residente è pari ad 86.405 abitanti), la Provincia di Isernia risulterebbe al secondo posto della classifica nazionale per quanto concerne il reato di usura ed al terzo posto per quello di estorsione.

In particolare per quest’ultimo reato, oggetto di 24 denunce nel 2017, – spiegano in una nota stampa – il Comitato ha rilevato come non possa non tenersi in debita considerazione che a seguito di questo dato le Forze di Polizia hanno intensificato le indagini assestando un duro colpo, con l’operazione denominata ‘black money’, ad una banda di sei nomadi di etnia rom accusati di reati contro il patrimonio e per i quali oggi sono in corso di esecuzione ordinanze di custodia cautelare in carcere. A seguito di questa ed altre operazioni delle Forze dell’Ordine, questo tipo di reato è quasi scomparso nel primo semestre dell’anno in corso, durante il quale si è registrata una sola denuncia di estorsione.

Per quanto concerne, invece, l’usura, che registra nell’anno 2017 soltanto due denunce confermando il trend pressoché identico degli anni precedenti, si evidenzia che entrambi i casi sono riconducibili all’usura bancaria, la cui emersione è stimolata e favorita dall’accesso al fondo di solidarietà per le vittime.

Dall’analisi complessiva dei dati e delle singole denunce, pertanto, non emergerebbero segnali particolarmente allarmanti, né la sussistenza di reati spia, come incendi, danneggiamenti e furti, sintomatici della presenza di criminalità organizzata, com’è confermato anche dagli stessi dati pubblicati dal Sole 24 Ore, secondo cui la Provincia di Isernia è all’ultimo posto in Italia per la criminalità organizzata.

 Nessuna tra le denunce di cui trattasi, inoltre, ha visto coinvolti imprenditori e la quasi totalità ha riguardato episodi riconducibili a rapporti familiari, come nel caso, ad esempio, del figlio tossicodipendente che estorce denaro ai genitori oppure delle pretese estorsive di un ex coniuge, derivanti da ragioni sentimentali.  Siamo quindi lontani anni luce dall’usura e dalle estorsioni tipiche di altre aree del Paese, cioè sintomatiche dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico – imprenditoriale.

In conclusione, nel ricordare che l’emersione dei fenomeni in argomento costituisce anche un segnale positivo per il territorio, il Comitato ha sottolineato che l’alta propensione alla denuncia da parte degli isernini è segno della piena fiducia nelle Istituzioni e del fatto che l’assenza di criminalità organizzata in provincia fa sì che non attecchisca quella omertà che in altre Regioni impedisce l’emersione del fenomeno. In proposito, basti riflettere sui dati relativi ad alcune delle province notoriamente più afflitte dai reati dell’estorsione e dell’usura, che figurano paradossalmente agli ultimi posti nella graduatoria de Il Sole 24 Ore.

Per completezza si rappresenta che, al fine di poter tracciare un quadro ancor più chiaro e definito della situazione provinciale, il Comitato ha ritenuto necessario verificare l’esito delle successive iscrizioni dei reati, scaturite a seguito delle denunce oggetto delle suddette statistiche, da parte della Procura della Repubblica la quale, nel corso dell’odierno incontro, ha evidenziato come nell’ultimo triennio i procedimenti iscritti per i reati di cui trattasi sono in costante diminuzione”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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