REGIONE – Commissario ad acta, il Consiglio regionale diventa una bolgia. Toma incassa il sostegno della maggioranza, Cinque stelle contestano. La Calenda prende le distanze dalla Lega

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CAMPOBASSO – Nomina del commissario ad acta per la sanità e quanto ne deriva per la sua mancata designazione, il Consiglio regionale diventa una bolgia.

Movimentati i lavori dell’aula stamane a palazzo D’Aimmo dove a quanto pare sembra si assiste alla continuazione di una campagna elettorale infinita tra il Movimento Cinque stelle, il presidente Toma e la sua maggioranza.

Uno scontro che soprattutto sul tema della sanità ne scaturisce per dirne qualcuna la paralisi di obblighi finanziari e amministrativi accreditamenti e ristrutturazione del personale medico e paramedico. Uno stop di mesi che mette in qualche modo in ginocchio l’assistenza al cittadino soprattutto per quelli che non hanno la possibilità economica di potersi curare fuori dalla regione. In discussione stamane l’ordine del giorno presentato da Antonio Tedeschi sulla sanità e sulla mancata nomina del commissario ad acta. Una sorta di “lepre” per usare un termine sportivo attuata dalla maggioranza sulla sanità del Molise per introdurre lanciare il presidente Toma all’illustrazione della sua relazione annunciata che da qualche giorno sulle difficoltà di un pericolosissimo surplace generato dal Governo gialloverde sulla sanità locale arrivata alla paralisi per l’assenza di un commissario che ne governi fino all’esaurimento del Piano di rientro iniziato dieci anni fa.

Una relazione quella scandita dal Governatore Toma inviata a Roma ai Ministeri competenti coordinata dal direttore generale regionale alla sanità Lolita Gallo e dal generale manager della Asrem Gennaro Sosto contestata dai Cinque stelle da subito ad inizio di dibattito. I pentastellati, che continuano a ripetere che il provvedimento per il commissario ad acta si trova sulla scrivania del ministro Tria con il nome già scelto dal ministro della sanità Grillo, si aspettavano la discussione di due proposte di legge e non quanto avanzato all’aula. Una che riguarda quote di risparmio per la cancellazione della surroga di consiglieri non eletti al posto degli assessori nominati dal Governatore l’altra sulla modifica dello Statuto. Da qui un dibattito che rivela più che i suoi veri contorni politici i pensieri e le posizioni personali su alcuni atteggiamenti da assumere in aula su questioni delicatissime come quella ad esempio della sanità e della sua vacatio gestionale per quanto riguarda provvedimenti prioritari per il suo funzionamento.

Il consigliere del M5S Angelo Primiani va giù in maniera dura come si evince da una nota stampa.

“Continuiamo ad assistere alla sistematica strumentalizzazione del tema del commissariamento per la Sanità operato da giunta e maggioranza. Forse ai più non è chiaro l’iter previsto per la nomina del Commissario. L’iter previsto dalla legge vuole che la nomina del Commissario ad acta per la Sanità sia espressione del Ministero dell’Economia e delle Finanze d’intesa con il Ministero della Salute, sentito il parere non vincolante della Conferenza delle Regioni, con approvazione finale da parte del Consiglio dei ministri. Quindi la nomina non è questione esclusiva del Ministro Giulia Grillo. Il Ministro della Salute doveva proporre dei nominativi e lo ha fatto. Questi nomi, infatti, sono sul tavolo del MEF da due mesi circa.

Se qualcuno, invece, ha intenzione di aspettare il varo di una norma sulla incompatibilità tra le cariche di governatore e commissario ricordiamo che una legge del genere, in qualsiasi forma e in qualsiasi momento, non può essere varata esclusivamente dai rappresentanti del MoVimento 5 Stelle. Quindi non si comprendono i toni e le dichiarazioni di chi addita il MoVimento 5 Stelle come responsabile del ritardo della nomina commissariale. Una simile lettura della vicenda appare quanto meno fuorviante per usare un eufemismo.

“La verità – spiega il portavoce M5S in Consiglio regionale Angelo Primiani – è che la Sanità è in difficoltà a causa di un Piano straordinario sbagliato, concepito, realizzato e in parte attuato da diverse forze politiche, alcune delle quali adesso sostengono la maggioranza attuale.

Il consigliere regionale Di Lucente non si ferma un attimo nello stigmatizzare il comportamento del M5S, l’ex decano dei Governatori Michele Iorio propone addirittura una legge che convalidi la titolarità in tema di sanita in capo all’esecutivo e quindi al presidente della Giunta regionale. Iorio infatti nel sottolineare come ancora ci sia un subcommissario anche lui con le mani legate da sei mesi ma che comunque riceve uno stipendio da 11 mila euro al mese, sostiene che o il commissario quello che c’è deve essere prorogato o bisogna procedere alla nomina del nuovo commissario. Poi quanto ha proferito la consigliera della Laga Filomena Calenda. Quest’ultima con grande senso di responsabilità e profonda convinzione di sostenere una causa locale che riguarda più che la politica la posizione di una regione, la sua, che in questo momento non ha un quadro manageriale e quindi un assetto dirigistico completo della sanità dove manca un pezzo importante e vitale: il commissario ad acta.

Filomena Calenda ha dichiarato che sente “un profondo imbarazzo per il mio partito. Sono in forte dissenso con il mio partito che sta provocando grandi problemi alla mia regione”. E poi ci tiene a spiegare “Io sono della Lega ma mi sento molisana fortemente. Ho scritto due volte al vicepremier Salvini senza risposte. A questo punto dico che essere della Lega non significa essere serva di qualcuno”. La Calenda dichiara poi che non sarà presente l’8 dicembre a Roma quando ci sarà un incontro sugli enti locali. E dopo altro intervento di De Chirico del M5S l’ordine del giorno di Tedeschi ha portato a casa del centrodestra 13 si e 6 no.

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