AMBIENTE – Discarica di Sassinoro, si sollecitano motivazioni popolari e soprattutto le Procure

Marcia di protesta da Sepino a Sassinoro a difesa del parco del Matese
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CAMPOBASSO – Realizzazione di una stazione di compostaggio da 22 mila tonnellate  a Sassinoro al confine tra Campania e Molise, lo scontro tra le popolazioni di questo lembo di terra che si trova nel Parco del Matese e quindi in un’area di grande pregio naturalistico, di venta sempre più aspro e pertanto affidato ai Tribunali e alle denunce alle Procure campane  che in qualche modo già pare siano sul punto di intervenire.

Le dimostrazioni popolari che puntano a scongiurare l’attivazione del megaimpianto di stoccaggio di rifiuti si moltiplicano come le prese di posizione della società civile e delle istituzioni locali. Sul versante molisano il Consiglio  regionale del Molise si è dichiarato già qualche mese fa già contrario alla realizzazione della discarica e pertanto non si esclude che possa aggiungere iniziative giudiziarie a conferma di quanto stabilito.
Forti le prese di posizione della politica locale di palazzo D’Aimmo. La consigliera regionale di “Noi con Salvini” Filomena Calenda osserva e puntualizza.
“Prima la minaccia di ecoballe a Colle Alto nel territorio di Morcone,  poi il rischio scongiurato, almeno per ora di parchi  eolici a Cercemaggiore e Santa Croce del Sannio, in seguito l’ipotesi di rifiuti tossici interrati nel territorio di Morcone e ora la realizzazione di un impianto da 22 mila tonnellate di rifiuti a Sassinoro.  L’enorme business ha puntato la meravigliosa Valle del Tammaro e il Matese. È un fazzoletto di terra, che per ragioni affaristiche  subisce violenze, tanto da creare ferite profonde e timori nelle popolazioni. La zona già attenzionata per l’elevato.rischio sismico cui è esposta, dovrebbe essere esentata da ogni forma di aggressione che amplificherebbe i danni conseguenziali di un terremoto di forte entità. Dovrebbe già solo questa previsione scongiurare ogni.ipotesi di insediamento altamente industrializzato e lasciare che il progetto del parco del.Matese non sia un alibi o un diverso interesse, ma sia un progetto di conservazione e protezione della specie, anche quella umana. La continua esposizione a ogni forma di inquinamento conduce inevitabilmente a danni irreversibili. Non dobbiamo permettere, che altri decidano per noi il nostro futuro, non possiamo permettere che il nostro futuro, quello dei nostri figli, sia segnato da un territorio inquinato. Come possono i rappresentanti delle istituzioni non mettere al primo posto dell’agenda politica e amministrativa il bene dei concittadini”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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