AUTOBUS IN FIAMME – I sindacati si appellano per un incontro con l’assessore regionale al ramo

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CAMPOBASSO – Mezzi vetusti da rinnovare. Nel Molise la piaga del trasporto pubblico è sempre dolorosa.

L’ultimo incidente che ha visto l’incendio di un autobus in servizio con scolari a bordo fortunatamente fatti scendere da un’ autista molto coraggioso e responsabile ha riaperto il problema, e qui i sindacati di settore di Cisl Cgil Uil Cisal e Fisal  si appellano all’assessore regionale ai trasporti affinché affronti la questione delle aziende di trasporto in maniera energica e senza alcuna riserva.

“È di questi giorni l’ennesimo incidente, che ha visto coinvolto un autobus del trasporto pubblico locale molisano; il mezzo in questione ha preso fuoco mentre percorreva la Statale n.87 tra Larino e Casacalenda. E’ vero che gli autobus molisani sono fra i più vetusti e che la probabilità d’incidente è pur possibile, tanto che anche le ferrovie italiane, ritenute, nel trasporto, fra le più sicure al mondo, non possono eliminare del tutto la probabilità d’incidente o, semplicemente, d’irregolarità nella corsa. Quello che differenzia, però, le aziende è la percentuale con cui tali disservizi possono accadere. L’unica possibilità che si ha è quella di perseverare nel miglioramento continuo per ridurre al minimo i rischi, anziché aumentarli e, per fare ciò, occorre seguire le cosi dette “buone pratiche”.

L’incidente in questione è solo la punta di un iceberg di problemi mai risolti e in molti casi neppure affrontati od, addirittura, ignorati dalle istituzioni, per cui esso rappresenta l’effetto, ma la cui causa è ben altra. Con l’assessore ai trasporti dovremmo confrontarci, visto l’inutilità di farlo con le aziende, con i numerosi problemi del settore, che si riflettono negativamente sugli autisti e sull’utenza, ed il cui ordine di grandezza e di gravità non fa altro che aumentare la possibilità che l’inconveniente accada. A solo titolo d’esempio, potremmo citare:

1. La vendita di autobus più recenti e la sostituzione con altri al limite della rottamazione;

2. La revisione superata da tali autobus (ci sono mezzi cui piove dentro e con il pianale corroso dalla ruggine);

3. Una corretta manutenzione, che, se non elimina tutti i difetti dei mezzi, senz’altro li limita;

4. Le forzature sugli autisti per percorrere tratti stradali interdetti al traffico o ai mezzi pesanti;

5. L’imposizione di fermate di servizio previste in aperta difformità al Codice della Strada od, addirittura, in posti ove queste non sono previste, ma imposte, a domanda, da qualche “irresponsabile” aziendale;

6. Il mancato funzionamento delle macchinette obliteratrici, che favorisce l’evasione tariffaria;

7. Una pulizia decente, per rispetto dell’utenza, non affidata solo alla buona volontà dell’autista, fra l’altro nemmeno tenuto a farla.

Quanto sopra rappresenta una realtà degradata e non giustificata dalle ingenti risorse che la regione destina al trasporto. Come già fatto presente, numerosi sono i privilegi accordati alle aziende, fra cui il riconoscimento di un utile del 10% garantito, anche se il regolamento europeo prevede la media degli utili delle aziende del settore, ed, in maniera incomprensibile, il ristorno delle imposte sugli utili, cioè si rimborsano anche le tasse. Se tutto ciò non bastasse, si è ancorato il compenso all’inflazione di settore (contrariamente che all’indice d’inflazione programmato, come prevede il D.Lgs n.422/97), il ché appare incomprensibile, dopo le critiche ed il referendum sulla “scala mobile”, abrogata ai lavoratori dipendenti, perché si premiano le imprese che creano inflazione. Per quanto sopra, affermiamo di ritenere irrinunciabile la gara per l’affidamento del servizio del TPL in regione, anche per superare l’estrema frammentazione del TPL Molisano, causa d’inefficienza”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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