VENAFRO – Inquinamento e salute, decade la convenzione tra Isde e Regione. Studio pagato da Mamme per la salute

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SALUTE – Qualche giorno fa si è tenuto un incontro organizzato da Isde, Mamme per la salute e l’ambiente di Venafro e il CNR di Pisa per illustrare i dati degli studi effettuati nella Valle del Volturno su inquinamento e salute.

Lo studio condotto dal dott. Bianchi del CNR di Pisa ha portato alla luce dati preoccupanti circa lo stato di salute degli abitanti di Venafro, Pozzilli e Sesto Campano. Dati che hanno spinto a richiedere un ulteriore studio più approfondito per individuare le cause delle patologie che stanno colpendo la popolazione.

A quanto pare, però, la Regione Molise non parteciperà. A spiegarlo sono proprio l’Isde e le Mamme per la salute che raccontano che la convenzione tra Isde e Regione, stipulata ad ottobre 2017, per condurre lo studio epidemiologico in realtà è decaduta. Secondo l’accordo, la Regione avrebbe messo a disposizione del dott. Bianchi 3000 euro, mentre l’Isde Molise avrebbe partecipato a titolo gratuito.

“Il dott. Bianchi – si legge in una nota di Mamme per la salute – nonostante l’esigua somma messa a disposizione dalla Presidenza del Consiglio Regionale, accettava l’incarico preannunciando non un vero e proprio studio epidemiologico ma una prima valutazione dello stato di salute dei cittadini molisani. L’associazione ‘Mamme per la Salute e l’Ambiente Onlus’ di Venafro, venuta a conoscenza della convenzione in essere, chiedeva che si tenessero nella giusta considerazione le criticità della Valle del Volturno dando subito massima collaborazione e mettendo a disposizione ogni documento, dati e notizie in possesso dell’associazione. Lo studio, concluso nei tempi stabiliti, presentava dati statisticamente significativi che imponevano l’obbligo morale di renderli pubblici quanto prima”.

“Nonostante lo studio fosse pronto già da fine marzo 2018 – continua – per essere reso pubblico e nonostante l’ultimo sollecito dell’ottobre scorso, esso non veniva pagato. Il mancato pagamento e la natura della convenzione stipulata tra Isde Molise e Presidenza del consiglio regionale, di fatto proprietari dello studio, ne impedivano la pubblicazione. Non potendo procrastinare la pubblicazione di dati tanto importanti per la tutela della salute dei cittadini si è deciso che l’Isde Molise avrebbe inviato nota di decadenza della convenzione alla Presidenza del Consiglio e che lo studio sarebbe stato pagato dall’Associazione ‘Mamme per la Salute e l’Ambiente Onlus’ di Venafro. In data 9 novembre 2018 l’Isde ha inviato alla Presidenza del Consiglio una nota nella quale dichiara decaduta la convenzione stipulata nell’ottobre del 2017 e che i dati scaturiti da detto studio restano di esclusiva proprietà dell’ISDE”.

I dati raccolti dal dott. Bianchi, infine, sono stati presentati lo scorso 12 novembre e il lavoro svolto sarà pagato appunto dalle Mame per la salute grazie ai fondi derivanti dal tesseramento annuale dei soci, dal ricavato dei banchetti dell’8 dicembre e dalle donazioni del 5×1000.

Inoltre, l’Amministrazione comunale di Venafro si è resa disponibile per stipulare un nuovo accordo insieme a Isde e Mamme per la salute, per effettuare un vero e proprio studio epidemiologico-eziologico.

“L’amministrazione di Venafro – si legge – per voce del sindaco Alfredo Ricci ha già dichiarato che stanzierà una somma allo scopo e che inviterà a partecipare a questa iniziativa e a firmare la nuova convenzione, gli altri sindaci dei Comuni della vallata (Conca Casale, Pozzilli, Sesto Campano, Montaquila e Monteroduni), la Regione e l’Asl. Inoltre l’associazione Mamme per la Salute dispone di altro piccolo fondo da investire in questo progetto e, se altri comuni non collaboreranno, l’eventuale somma mancante sarà raccolta da tutti i cittadini della Valle. Lo studio, in assenza del contributo degli altri soggetti indicati, sarà comunque commissionato anche con la sola sottoscrizione del Comune di Venafro, dell’Isde Molise e dell’Associazione. Tale studio sarà condotto solo ed esclusivamente nei territori in cui i cittadini attivamente e concretamente chiederanno ai propri sindaci di firmare la convenzione e mettere a disposizione i dati della popolazione oltre ad impegnare un contributo economico. Per quanto riguarda Regione ed Asl dovrà essere certa, e siamo convinti che così sarà, la loro massima disponibilità a fornire tutti i dati e la collaborazione necessaria visto l’obbligo di legge che ne deriva”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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