
EVENTO – Domani sarà la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, anche il Comune di Venafro aderisce all’iniziativa per ricordare e dare sostegno alle tante donne vittime di soprusi.
La violenza contro le donne, sia essa fisica, psicologica o economica, sembra espandersi sempre di più, coinvolgendo tutte le età e la società nella sua interezza, spiccatamente in ambiente domestico. Donne amate a parole ma uccise da uomini loro vicini per un malinteso concetto di esclusività, da uomini non in grado di seguirle nella loro evoluzione di persone, da uomini straniati, disorientati, violenti, impauriti. Donne non ancora sentite come uguali e complementari. L’aumento del fenomeno, molto più conosciuto rispetto al passato in cui era taciuto e negato, è merito della grande visibilità mediatica di atti drammatici, ultimo vicino a noi l’uccisione di Antonella e di Rosanna a Vairano Scalo, che determinano una presa di coscienza a livello sociale globale e del coraggio delle donne che, con nuova consapevolezza, riescono a denunciare situazioni ormai insostenibili per sé e per la salvaguardia dei figli. La violenza si riverbera infatti in tutto l’ambiente familiare coinvolto, determinando pesanti conseguenze psicologiche soprattutto sui minori, che assistono impauriti e impotenti.
L’Amministrazione comunale, con il coordinamento del sindaco Alfredo Ricci e del Consigliere Comunale Annamaria Buono, è particolarmente interessata al fenomeno e vuole attivare percorsi conoscitivi e di progetti di supporto personali e familiari, attraverso la sinergia delle politiche sociali, della cultura e delle pari opportunità.
Intanto da oggi, sabato 24 novembre, la palazzina Liberty sarà illuminata di rosso e le sedi istituzionali del Comune saranno sedi di installazioni di scarpe rosse, simbolo ormai internazionale di questa giornata, perché parlino al cuore e alla mente di tutti. Scarpe rosse perché considerate da sempre simbolo di una femminilità gioiosa che ogni donna vuole e deve esprimere liberamente e senza costrizioni; perché rappresentano chi avrebbe potuto portarle ed è stata uccisa e urlano lo strazio, la vergogna, la paura e la condanna.
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