ISERNIA – Furto al Majorana, le parole della dirigente scolastica Carmelina Di Nezza

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FURTO – Venerdì notte i ladri hanno fatto irruzione nel liceo scientifico di Isernia, rubando quasi tutti i computer presenti nelle aule.

Gli alunni sono stati privati della strumentazione informatica, “non proprietà del Dirigente, del Direttore, dei Docenti, degli Assistenti, dei Collaboratori o dei Tecnici dell’Istituto ma di tutti i nostri alunni di ieri, di oggi e di domani” queste le parole della dirigente scolastica dell’Isis Majorana-Fascitelli Carmelina Di Nezza.

“Non era solo una risorsa dell’ISIS Majorana-Fascitelli, – ha detto la dirigente – ma un bene della Comunità per la quale ci proponiamo di essere un punto di riferimento. Una scuola infatti non è un’azienda che mira al profitto o al guadagno, ma un’agenzia che forma talenti ed offre opportunità per i giovani, insegnando loro che il successo va meritato e che le scorciatoie non conducono mai alla meta. E in un contesto come il nostro, talvolta arido culturalmente, un simile compito è quanto mai arduo. Episodi come questo, se da una parte ci ispirano un senso di fallimento per il non essere stati capaci come società di insegnare il rispetto, la correttezza, l’importanza del lavoro e dell’impegno, dall’altra, come Scuola, ci motivano ancora di più, perché ci fanno capire quanto sia importante il lavoro che quotidianamente svolgiamo nelle nostre aule, cercando di far diventare i nostri ragazzi cittadini consapevoli e attivi, persone tolleranti e altruiste, uomini e donne capaci di indignarsi di fronte alla violenza e all’illegalità”.

“Nonostante siano stati necessari anni per dotare tutte le aule di un pc che consentisse una didattica più moderna e accattivante, – ha proseguito – nonostante siano state tante le forze messe in campo per reperire i fondi per il loro acquisto, in un periodo in cui la scuola soffre per i continui tagli al budget, nonostante sia con essi andata perduta una fetta consistente dei contributi delle famiglie, che generosamente collaborano con la scuola per offrire ai loro figli la migliore formazione possibile, non è il danno economico che mi addolora. Abbiamo le capacità, la forza e la pazienza per ricominciare e riuscire, nel giro di pochi mesi, a sostituire tutta la strumentazione perduta, così da rendere la nostra scuola ancora più tecnologica e all’avanguardia di quanto già non fosse. È il senso di smarrimento che si prova vedendo un luogo, simbolo di legalità, pacifica convivenza e integrazione, profanato e violato per quelli che saranno pochi spiccioli sul mercato nero, ma che sono una grave perdita per i ragazzi che nella nostra scuola cercano una strada, un’occasione, un riscatto, l’opportunità di far sentire la loro voce”.

“Mi hanno colpita lo sgomento e la vicinanza dei miei colleghi e del personale, – ha continuato la Di Nezza – lo smarrimento del Direttore e degli Assistenti Tecnici, gelosi custodi di quel ‘tesoro’, mentre ricomponevano, in silenzio, spontaneamente, quanto distrutto da vandali senza scrupoli; mi ha commossa ascoltare gli alunni che chiedevano come poter contribuire all’acquisto di nuove attrezzature: era il loro senso di appartenenza a parlare, perché per loro la scuola è ormai una seconda casa, nella quale non si sentono ospiti, ma padroni, come è giusto che sia. Da loro nasce la speranza e la fiducia nel cambiamento, nella possibilità di rendere la nostra comunità un luogo migliore in cui il rispetto sia il motore di ogni azione”.

“Sono certa che quanto accaduto sconforti me quanto tutte le famiglie e, per questo, chiedo loro di rinsaldare la collaborazione con l’istituzione scolastica e collaborare nella diffusione della cultura della legalità, – ha concluso – senza la quale nessuno di noi può considerarsi veramente libero e al sicuro. Alla comunità tutta chiedo di sentirsi indignata come tutti noi, perché quando si colpisce una scuola, si colpisce una loro proprietà, un BENE COMUNE”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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