VENAFRO – “Star bene insieme”, progetto finanziato dalla “Pia Unione”

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VOLONTARIATO – La Parrocchia  dei ”SS. Simeone e Caterina”, l’Oratorio “Mons. Armando Galardi” e il CIF Comunale di Venafro esprimono gratitudine al CDA della Fondazione “Pia Unione SS. Annunziata” di Venafro“ per l’ammissione a finanziamento del progetto “Star bene insieme” presentato da Padre Giuseppe Cellucci O.M.I., Vicario parrocchiale dei “SS. Simeone e Caterina”, a sostegno delle attività promosse dal Comune di Venafro, dagli Istituti scolastici, dalle Associazioni educative, dalle Associazioni di promozione sociale e dalle Parrocchie,  emesso dalla  Fondazione “ Pia Unione SS. Annunziata” il 23/7/2018.

Il progetto coinvolge nelle attività di volontariato la Parrocchia  dei “SS. Simeone e Caterina”, l’ Oratorio “Mons. Armando Galardi” e il CIF Comunale di Venafro ed è un percorso socio-culturale di promozione sociale e di educazione al rispetto della persona, dell’ambiente e delle diversità, sul solco dei valori cristiani e dei principi sanciti dalla Costituzione Italiana. L’iniziativa si articola in azioni, attività e iniziative sociali, educative e culturali rivolte a bambini, ragazzi, adulti e anziani, per promuovere l’impegno sociale e la cittadinanza attiva al fine di sostenere e valorizzare le potenzialità di tutti e di ciascuno, rinsaldare i rapporti umani,  contrastare ogni forma di devianza o di dipendenza, favorire il dialogo intergenerazionale, offrire alle giovani generazioni la memoria e l’esperienza come strumento di forza e di sostegno per una migliore convivenza nel presente, alimentare l’amore per la propria terra e la coscienza  dei valori che la nutrono.

Quindi, un messaggio di ringraziamento alla Fondazione ”Pia Unione SS. Annunziata” di Venafro, rinnovando l’impegno parrocchiale per il bene comune nel ricordo di Mons. Armando Galardi, per 53 anni parroco della Parrocchia dei SS. Simeone e Caterina e  Rettore della Chiesa SS. Annunziata.

Tonino Atella

 

 

Quel venerdì santo, 14 aprile 2017

Mons. Armando Galardi

Venerdì santo:  è il giorno della morte di Gesù Cristo.

è il giorno in cui si celebra il Signore Gesù Cristo nel mistero della sua discesa agli inferi dopo la sua morte.

La prima pubblicazione attualmente nota del testo, con il titolo Alla Passione di Gesù Cristo, è presente nell’edizione del 1738 di Via facile e sicura del Paradiso, di Gennaro Maria Sarnelli, prete napoletano nato nel 1702 e dal 1733 divenuto seguace e collaboratore di Sant’Alfonso Maria de Liguori, fondatore della Congregazione del SS. Redentore (Padri Redentoristi).
Al volume del Sarnelli sono allegate alcune Canzoncine Divote in lode della Gran Trinità, di Gesù Cristo, del SS. Sagramento e della Divina Madre: da cantarsi nelle dottrine, nella vita divota, nelle scuole de’ fanciulli e delle fanciulle, nelle campagne, nei monasteri e nei lavori. Pare che quasi tutte le canzoncine fossero in realtà opera di sant’Alfonso stesso. Scrive infatti il Sarnelli al Liguori nell’estate del 1733: “In una bottega si vendono li libretti colle vostre canzoncine”; “[…] procuro far stampare a posta la Vera sapienza del Segneri, coll’aggiunta delle canzoncine, se sieno di partito” [1]. Era pratica comune all’epoca inserire nei libri di devozione raccolte di “canzoncine” senza indicarne l’autore.Dopo la morte del Sarnelli, avvenuta nel 1741, il canto compare con il titolo A Gesù appassionato in tutte le successive edizioni della raccolta diCanzoncine Spirituali di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, man mano accresciute di nuove composizioni.Riportiamo il testo, tratto dall’Opera Omnia di sant’Alfonso Maria de Liguori, presentando il ritornello nella forma attualmente più diffusa e già presente nella prima versione del 1738 (mentre il testo dell’Opera Omnia riporta come ritornello “Sono stata io l’ingrata / ah mio Dio, perdon pietà”):

A Gesù appassionato

Gesù mio, con dure funi
Come reo chi ti legò?Sono stato io l’ingrato
Ah mio Dio, perdon, pietà.

Gesù mio, la bella Faccia
Chi crudele ti schiaffeggiò?

Gesù mio, di fango e sputi
Il bel Volto chi t’imbrattò?

Gesù mio, le belle Carni
Chi spietato ti flagellò?

Gesù mio, la nobil Fronte
Chi di spine ti coronò?

Gesù mio, sulle tue Spalle
Chi la Croce ti caricò?

Gesù mio, la dolce Bocca
Chi di fiele t’amareggiò?Gesù mio, le Sacre Mani
Chi con chiodi ti trapassò?

Gesù mio, quei stanchi Piedi
Alla Croce chi t’inchiodò?

Gesù mio, l’amante Core
Colla lancia chi ti passò?

O Maria, quel tuo bel Figlio
Chi l’uccise, chi tel rubò?

Sono stato io l’ingrato,
O Maria, perdon, pietà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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