ISERNIA – Sei medici a giudizio per la morte di un isernino

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CRONACA – Rinviati a giudizio i sei medici accusati della morte dell’isernino Michele Maria Scarano, 52enne all’epoca dei fatti.

L’uomo in realtà soffriva di ascessi cerebrali e non di tumore al cervello, come sarebbe stato diagnosticato dai medici del San Camillo di Roma. Dopo aver riscontrato problemi al linguaggio, Scarano si era recato al pronto soccorso del Veneziale di Isernia, dove era stato sottoposto ad una Tac e successivamente trasferito presso l’ospedale romano per ulteriori accertamenti. Nella cartella clinica, il neurologo del Veneziale aveva chiesto di effettuare una risonanza magnetica per escludere che si tratti di un tumore.

A quanto pare, però, la risonanza non è stata effettuata e, dal 18 marzo al 24 aprile 2017, il paziente è stato curato per ridurre le metastasi al cervello. Il tentativo di ridurre la neoplasia, secondo gli accertamenti della Procura, sarebbe stato fatale: i medici si sarebbero accorti del presunto errore diagnostico solo pochi giorni prima del decesso: Scarano, secondo la Procura, doveva essere curato con degli antibiotici.

Secondo l’accusa i medici, perciò, non solo non avrebbero curato il paziente nel modo giusto ma fin dall’inizio non avrebbero effettuato gli approfondimenti richiesti dal Veneziale. Il Gup li ha rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo.

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