RICORDO – Lettera a memoria per l’improvvisa morte di Filippo Tedeschi da parte dell’Associazione G. Tedeschi

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CAMPOBASSO – Pubblichiamo il ricordo del Comitato direttivo dell’Associazione Giuseppe Tedeschi che tratteggia la figura di Filippo Tedeschi fratello di Giuseppe barbaramente assassinato il 2 febbraio del 1976 da formazioni paramilitari fasciste. In una lettera inviata ai figli e per conoscenza al parroco e al sindaco di Jelsi esprimono

“Vogliamo esprimervi a nome dei volontari della nostra Associazione il più sentito cordoglio per l’inaspettata scomparsa di vostro padre.

Abbiamo avuto l’opportunità di condividere tanti momenti belli con Filippo, apprezzando il suo garbo, una rigorosa riservatezza, il legame mai venuto meno con JELSI e con il Molise, la sua sensibilità umana, la competenza professionale, e sopratutto la sua perseveranza nell’aiutarci a tenere vivo l’esempio di fraternità, dedizione al prossimo, impegno solidale e attività umanitaria del fratello Giuseppe, barbaramente assassinato in Argentina il 2 febbraio del 1976 da formazioni paramilitari fasciste.

Abbiamo custodito e diffuso il messaggio augurale che Filippo, nonostante la malattia, ci aveva inviato per le recenti festività (“Da casa nostra Buon anno 2019 per tutti!”), così come non ci ha mai fatto mancare il suo incoraggiamento per ogni azioni promossa dall’Associazione “Giuseppe Tedeschi” nel corso di questi anni, dalle iniziative di cooperazione con gli orfanotrofi di Ngandourèe in Camerun, alla colletta alimentare, all’accoglienza e sostegno dei profughi e rifugiati, fino alle lotte contro ogni forma di fascismo, a tutela della legalità e del diritto alla salute, a salvaguardia dei ceti sociali più poveri e per evitare la devastazione e lo stravolgimento del territorio.

Ricordiamo le sue lacrime asciutte all’udienza con Papa Francesco quando, donandogli una copia della foto-manifesto di Josè Tedeschi, il Papa gli disse, non trattenendo l’emozione, di ricordare quell’amara vicenda.

Filippo per tutti noi è stato un punto di riferimento, un ancoraggio, una figura che intervenendo in più manifestazioni in Molise ha spiegato a tutti con una naturalezza disarmante che suo fratello non faceva nulla di male, era un uomo semplice che aveva dedicato la propria vita ad aiutare, soccorrere, far studiare, curare, integrare ed accogliere i bambini, i migranti, le donne vittime di violenza ed i senzatetto.

La spontaneità con cui, vostro padre, trasmetteva i suoi sentimenti hanno consentito a tante persone di avvicinarsi alla storia umana di questa famiglia jelsese emigrata in Argentina nel 1950, così come tante altre, ed ha permesso di riportare la biografia spoglia di Josè Tedeschi alla ricchezza emotiva di una narrazione vista dal’’interno della sua famiglia.

Non potremo mai dimenticare la pacatezza di Filippo, la sua fermezza nel testimoniare con coraggio le opere esemplari di Giuseppe, ed il suo sguardo attento che vigilava con discrezione sulle nostre attività; e per queste ragioni ne custodiremo con affetto gli insegnamenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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