CRONACA – Operazione “LASCIATELI GIOCARE”, sospese due maestre di una scuola di Venafro. I bambini venivano aggrediti anche verbalmente: “Io questa testa te la svito…”

Assicurazioni Fabrizio Siravo
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VENAFRO – Sospensione dall’esercizio all’insegnamento, queste le misure cautelari eseguite dalla Squadra Mobile di Isernia a carico di due maestre di una scuola d’infanzia di Venafro.

Le due donne, di 49 e 58 anni, esercitavano senza pudore violenza fisica e verbale ai danni di bambini di 2 e 3 anni. Le indagini sono partite grazie al coraggio di alcuni genitori che, dopo essersi accorti che qualcosa non andava nei loro figli, hanno sporto denuncia presso la Questura di Isernia. L’operazione “Lasciateli giocare” è stata quindi coordinata dal Procuratore della Repubblica Carlo Fucci, dirette dal Sost. Carmela Andricciola e condotte dalla Squadra Mobile di Isernia.

Raccapriccianti le immagini venute fuori dalle telecamere di videosorveglianza, i bambini venivano strattonati, presi a schiaffi, colpiti sulla testa e aggrediti verbalmente con frasi violente: “appiccicalo con la testa vicino al muro…, tiragli i capelli più forte… così capisce..; ti faccio nero, nero; ti spezzo le mani; ti spezzo tutte le dita delle mani; ti appiccico vicino al muro; ti ammazzo; ma questo è proprio stupido; ti faccio uscire il sangue così te lo ricordi; se metti il pennello là sopra.. sei morto; sei un animale”.

Inoltre, i piccoli alunni venivano incitati ad avere comportamenti violenti anche tra loro a seguito di qualche litigio. Le maestre, infatti, gli educavano ad applicare tra loro la cosiddetta “legge del taglione”, esortandoli a farsi giustizia da soli nei confronti dei loro compagni di scuola.

Le intercettazioni hanno avuto una durata di 20 giorni, dal 3 al 23 dicembre 2018, durante i quali sono stati individuati circa 150 episodi di violenza. Il 2 gennaio 2019, la Procura della Repubblica ha formulato la richiesta delle ordinanze di misure cautelari ritenendo pienamente configurabile il reato ex art. 572 c.p. (maltrattamenti); l’Ufficio del Gip, che ha condiviso il quadro indiziario raccolto a carico delle indagate, le ha adottate in data 16 gennaio 2019.

Le misure interdittive sono state ritenute idonee, dal Gip Dott.ssa Arlen Picano presso il Tribunale di Isernia che le ha adottate, ad interrompere le condotte illecite, per le quali era stata formulata richiesta di provvedimenti cautelari da parte del Sost. Proc. Dott.ssa Maria Carmela Andricciola e del Procuratore della Repubblica Carlo Fucci.

“È stata un’operazione rapida, – ha proseguito il Questore di Isernia Roberto Pellicone – anche perché i fatti che sono stati commessi imponevano un’azione rapida della Questura di Isernia, della Squadra Mobile e della Procura. Le denunce dei genitori ci hanno permesso di installare all’interno dell’asilo alcune telecamere, abbiamo registrato immagini e audio che hanno documentato episodi di violenza inquietanti. Le maestre sono due, per loro è stata disposta la sospensione all’insegnamento, mentre gli episodi registrati sono circa 150. In alcune occasioni, addirittura, le maestre incitavano i bambini ad attuare la ‘legge del taglione’ invitandoli a reagire per farsi giustizia da soli”.

“Il problema è serio, – ha detto il Procuratore Carlo Fucci – il diffondersi di queste vicende impone a chi di dovere di riflettere seriamente sulla necessità di avere personale qualificato e piani di lavoro che siano idonei alle insegnanti che hanno contatto con tanti bambini. L’indagine è partita dopo che alcune madri hanno presentato delle dichiarazioni indizianti alla Questura di Isernia, a fine novembre. Subito la Squadra Mobile si è rivolta alla Procura e abbiamo attivato le intercettazioni il 3 dicembre, il 22 dicembre sono state chiuse, il 2 gennaio è stata fatta la richiesta di misure cautelari al Gip che sono state adottate il 16 di gennaio. Rapidità, tempestività, le dichiarazioni delle madri purtroppo hanno trovato pieno riscontro nelle immagini”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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