DRUG TEST – Filomena Calenda “E’ un provvedimento impugnabile e respinto contrario alla privacy”

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CAMPOBASSO –  In altra pagine del giornale avevamo accolto alcune precisazioni a caldo della consigliera regionale segretario del Consiglio regionale Filomena Calenda di “Lega Noi con Salvini” appena arrivati i comunicati di Scarabeo e della Romagnuolo sulla proposta di legge del Drug test approvato in Commissione consiliare con l’astensione della consigliera della Lega Filomena Calenda.

Meglio puntualizzati successivamente attraverso un comunicato che spiega nel dettaglio.

“Sogno o son desta. In prima commissione consiliare è stata approvata la proposta di legge regionale sull’obbligo di sottoporsi a test antidroga casuali e periodici per i consiglieri e assessori della Regione Molise. Pdl recante anche la mia firma ma rispetto alla quale, nella seduta della riunione di commissione, ho deciso di astenermi. Un voto che non esprime una contrarietà ai contenuti. Se così fosse non avrei sottoscritto tale proposta di legge e avrei votato contrariamente, dichiarando le mie motivazioni riguardo a tale decisione. La mia astensione, invece, è frutto della volontà di migliorare il carteggio al fine di rendere più efficace il suddetto disegno di legge. A mio parere, infatti, la pdl, così come licenziata dalla Prima Commissione rischia di essere impugnata e respinta, in quanto contraria alle normativa in materia di privacy e ai fondamentali princìpi costituzionali concernenti il diritto di uguaglianza (art. 3 Cost.) e il diritto alla salute (art. 32 Cost.) che recita:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Basta un esempio per comprendere le motivazioni della mia astensione: l’art. 2 della pdl sancisce la decadenza immediata dalla loro carica per chi dovesse risultare positivo al test e tale risultato, inoltre, sarà pubblicato sul sito internet istituzionale della Regione. Si pensi a chi soffre di artrite reumatoide o ernie ed è costretto ad assumere farmaci che al proprio interno contengono oppiacei o morfina. Oppure si pensi a chi soffre di depressione o di attacchi di panico o ansia. C’è forse qualche normativa che vieta a una persona depressa di esercitare una carica istituzionale? Ci sono delle materie che sono di esclusiva competenza dello Stato. Motivazioni che hanno indotto la Regione Lombardia ad approvare una mozione che prevede la somministrazione di test antidroga ai Consiglieri regionali solo su base volontaria. Non voto favorevolmente una legge che, a mio parere, è anticostituzionale. Non prendo lezioni di morale e di etica da nessuno, soprattutto da chi ha avuto un vissuto molto intenso. La mia astensione non riguarda il merito ma il metodo. Io voto secondo coscienza e dopo un accurato studio dei documenti e non di certo sotto dettatura. Credo che i molisani abbiamo bisogno di altre leggi!”

Sul continuo bisticcio di posizioni tra lei e la Romagnuolo e per identificare anche la posizione dello stesso coordinatore regionale della Lega Luigi Mazzuto in una condotta politica di partito dove si ravvede poca linearità di vedute e di giudizi di appartenenza fa appello

“E’ quanto mai opportuna, inoltre, una riunione del gruppo della Lega Salvini Molise in seno al Consiglio Regionale. Alla quale mi auspico vivamente che partecipi anche il coordinatore regionale, nonché assessore regionale, dott. Luigi Mazzuto. Spero che tale incontro avvenga il prima possibile poiché è necessario chiarire alcune posizioni di chi rappresenta la Lega in questo consesso. La consigliera regionale che vanta di essere il capogruppo della Lega deve spiegare, a chi ha sposato questo progetto politico, per quale motivo continua a schierarsi a favore di consiglieri regionali di altri partiti. Probabilmente la sua fotografia con Romano Prodi non è casuale, visto che l’ex presidente del Consiglio dei Ministri è, o meglio, era della stessa area politica, di chi la capogruppo continua a sostenere. Che si giochi a carte scoperte!”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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