PIANO DEL TURISMO – L’assessore Cotugno “Un milione, molto? La Puglia ha speso 36 milioni di euro”

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CAMPOBASSO L’assessore regionale al turismo e cultura Vincenzo Cotugno risponde ai Cinque stelle che in un comunicato che riportiamo in altra sede del giornale hanno criticato aspramente l’atteggiamento della maggioranza e quindi del Governo regionale a non voler accogliere una mozione che avrebbe voluto aprire una discussione sul Piano del turismo e quindi attraverso una nota stampa hanno riaperto le loro perplessità sui programmi e interventi all’interno dei contenuti di quest’ultimi.

“Il Consiglio regionale monotematico sul Turismo, chiesto a gran voce (!) da una parte delle opposizioni – ha osservato l’assessore Cotugno – si è rivelato una replica di quello del 25 maggio 2018 durante il quale si era già ampiamente discusso delle linee programmatiche di questo governo su turismo e cultura. Speriamo solo, come dicevano i Romani, che “repetita iuvant”. Ancora una volta, nonostante qualche tentativo di alimentare polemiche pretestuose, ribadita la correttezza e la trasparenza dell’operato della Giunta regionale. I dati forniti durante la seduta dal presidente Toma e dal sottoscritto hanno fatto calare il silenzio tra chi avrebbe voluto buttarla in “caciara”, alla ricerca di facili consensi sui social.”

Sull’affidamento a Sviluppo Italia puntualizza.

“La fase di redazione, gestione e attuazione del Piano è stata affidata a Sviluppo Italia, società in house, e non all’esterno o a ditte private, per ragioni di “trasparenza”, “competenza” e “minori costi di personale”. Una scelta fatta anche dalle altre regioni che come noi hanno intrapreso questo percorso. Scandali? Zero! Entro il 30 giugno il Piano Strategico sarà stato redatto e portato all’attenzione del Consiglio regionale che dovrà approvarlo. Quella è la sede naturale dove l’Assemblea legislativa regionale dovrà fornire i propri contributi di idee e proposte, non certamente in questa fase iniziale, come ammesso dagli stessi proponenti la mozione. Al 30 giugno mancano sei mesi non trenta!! Quindi? Boh.”

Da qui in avanti cui sarà una fitta concertazione istituzionale.

“Cosa avverrà in questi sei mesi, da oggi fino al 30 giugno quando sarò prodotto il Piano Strategico? Tavoli tematici, coinvolgimento dell’intero territorio, dalle Istituzioni alle Associazioni, dall’Università ai vari stakeholder: tutti dovranno avere la possibilità di dare un contributo (anche gli stessi consiglieri regionali) per arrivare alla stesura di un Piano che prima di tutto dovrà essere condiviso dal territorio, in gergo “dal basso”, e poi recepito dal Consiglio regionale. Se qualcuno, a questo punto devo pensarlo, riteneva di calare dall’alto dei banchi del Consiglio regionale il Piano Strategico se lo può sognare! (e meno male che ci si riempie la bocca di democrazia partecipata..??). Una volta approvato il Piano Strategico sarà la volta del Testo Unico del Turismo, una legge in grado di poter rafforzare la strategia complessiva che emergerà dallo stesso PST. Assurdo immaginare di poter invertire i processi, come se qualcuno volesse costruire il tetto di una casa senza aver realizzato le fondamenta (!). Poi per 24 mesi (due anni!) Sviluppo Italia avrà il compito dell’attuazione, comunicazione e monitoraggio del Piano Strategico approvato dal Consiglio regionale, controllando tutte le fasi e, magari, ravvisando eventuali modifiche da poter apporre”.

I costi di 30 mesi di lavoro. Molto? La spesa di altre Regioni.

“I costi di 30 mesi di lavoro? Un milione di euro più Iva. In Puglia 36 milioni per un periodo equivalente, in Piemonte 8 milioni e in Veneto 6 milioni di euro per il solo 2018. Matera Capitale della Cultura e Basilicata 2019 valgono 400 milioni di euro!! Forse il quesito, che anche noi ci siamo posti, sarebbe dovuto essere: basterà un milione per tutto il lavoro da fare? Tuttavia, quella di ieri sera è stata l’occasione per registrare un ulteriore elemento di novità nell’approccio di una parte dell’opposizione, mi riferisco ai consiglieri Fontana, Manzo e Fanelli, che hanno preferito intraprendere la strada del confronto sulle strategie e sugli obiettivi, con grande competenza e onestà intellettuale. Il Molise ha bisogno di strategie, di una forte programmazione e di uomini e donne determinati a perseguire l’obiettivo comune dello sviluppo e della crescita”.

Bacchetta magica.

“Nessuno di noi pretende di avere la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi che da anni gravano sulla nostra Regione e io per primo ho sempre auspicato la massima condivisione: ma per dialogare bisogna essere in due e per raggiungere una qualche intesa occorre che chi partecipa al dibattito debba possedere non solo competenza ed intelligenza ma anche buon senso e disponibilità intellettuale non preconcetta. Grazie anche ai colleghi della maggioranza, Gianluca Cefaratti, Nico Romagnuolo e Andrea Di Lucente, che hanno dichiarato piena condivisione ed apprezzamento delle iniziative intraprese dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura, dalla Giunta regionale e dal Presidente Toma. Il Molise cambia passo!”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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