ARCHIVIAZIONE – Facciolla sui fondi post sisma “Sono stato un San Sebastiano giudiziario”

mama caffè bar venafro
Smaltimenti Sud
pasta La Molisana
stampa digitale pubblicità black&barry venafro

CAMPOBASSOFacciolla e i suoi processi mai iniziati, undici, conclusi con l’archiviazione.

L’ex vicepresidente Facciolla del governo Frattura attualmente consigliere regionale di opposizione si racconta così nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi pomeriggio definendosi una sorta di San Sebastiano giudiziario, non processuale.

“Io politico – ha detto Facciolla– mandato in pasto tra l’altro nelle fauci di un sistema mediatico diabolico e forsennato. Ora con la sentenza di archiviazione presenteremo il conto per la diffamazione sparsa in giro. Il risarcimento se ci sarà come credo lo devolverò all’Associazione ciechi di Isernia”.

“Due anni su una vicenda tanto articolata quanto deplorevole – così poi hanno aggiunto i suoi legali Antonio Di Michele e Gina Capuano –  che ha visto Facciolla al centro di un’inchiesta giudiziaria relativa ai fondi post sisma e al centro quindi di una tempesta mediatica senza precedenti in quanto ad accanimento.

I fatti risalgono al marzo del 2017 in seguito ad un esposto e su cui si concentrarono i riflettori dell’informazione. Il vicepresidente Facciolla all’epoca passò come colui che aveva intascato i soldi della ricostruzione post sisma al fine di acquistare tre case e da qui tutta una tempesta mediatica “montata ad arte per buttarmi – ha aggiunto l’avvocato di San Martino in Pensilis – fango addosso così come è stato dimostrato con l’archiviazione della vicenda che il Pubblico Ministero ha ritenuto non poggiata su nulla din quanto esposto così come ha fatto in seguito il Giudice”.

Da qui la ricostruzione tecnica del fatto che ha portato all’archiviazione.

In particolare si è tenuto conto che  il Tar la struttura interpretativa della Struttura commissariale post sisma e la Protezione civile in ossequio all’esigenza primaria della norma di garantire la ricostruzione del patrimonio edilizio danneggiato secondo la precipua classificazione dei danni, ha fornito  nel corso degli anni numerosi pareri in favore dei Comuni che ne facevano richiesta per fatti identici a quelli in cui è stato coinvolto Facciolla illustrando che la concessione dell’autorizzazione eventualmente in sanatoria era in ogni caso possibile per particolari esigenze debitamente documentate.

La sentenza unica edita del Tar Molise n. 678 del 2008 la quale spiega che per evitare intenti speculativi in capo ai proprietari venditori si prevede la decadenza ex lege dal beneficio del proprietario venditore nell’ipotesi in cui lo stesso disponendo dell’immobile prima del completamento degli interventi o comunque entro tre anni dall’ultimazione desse prova di non aver eseguito l’intervento per soddisfare le primarie esigenze abilitative che giustificano la compartecipazione dello Stato agli oneri derivanti dagli interventi di recupero;
Precisava che per l’acquirente diversamente che per il venditore non si richiedeva alcuna motivazione dell’acquisto e concludeva “che il contributo in questione debba essere riconosciuto in favore di chi nelle more della conclusione del procedimento sia subentrato nella titolarità del diritto di proprietà ad un soggetto che abbia tempestivamente e ritualmente presentato la relativa domanda.

In relazione all’acquisto di uno degli immobili con istanza del 14 agosto del 2014 prot. n.5216 e alla richiesta di autorizzazione all’acquisto in sanatoria il Tribunale di Larino e i professionisti delegati attestano che il contributo segue esclusivamente il bene al di là della titolarità dello stesso ed al di la di qualsivoglia postuma o preventiva istanza e o autorizzazione. Ovvero chi acquista il bene all’asta sa perché glielo dice il Tribunale che il detto immobile è destinatario di un contributo alla ricostruzione dello stesso del quale può beneficiare.

E Facciolla che racconta anche la tentazione di tirarsi fuori dalla Giunta in quel periodo tenuto dentro invece da Frattura e dalla sua consapevolezza di non aver commesso alcuna irregolarità e quindi reato, la sua richiesta pressante presso la Procura di essere sentito subito non avendo nulla da nascondere,  l’umiliazione subita sui social e l’imbarazzo al momento di entrare in luoghi pubblici ed essere qui osservato chissà come autore di quale malefatta,  così chiude la conferenza stampa.

“Questa sentenza scrive la parola fine ad un incubo kafkiano nel quale è stata gettata la mia famiglia e l’intera Comunità sammartinese da persone prive di scrupoli e piene di rancore Sono certo così come lo sono sempre stato del risultato di questa sentenza che chi ha agito nella consapevolezza di voler fare del male adesso dovrà rispondere alla legge e spiegare i motivi che l’hanno portato ad un simile accanimento nei miei confronti. Intanto voglio ringraziare i miei avvocati Antonio Di Michele e Gina Capuano e dedicare questo momento alla mia famiglia alla memoria di mio padre ai sammartinesi tutti a chi mi ha sempre manifestato vicinanza ed a coloro che pur nel dubbio hanno saputo aspettare”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Facebooktwittergoogle_plusmail

Pubblicità »

maison Du Cafè Venafro Pasqua
colacem

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

PUBBLICITA’

Pubblicità »

colacem
maison Du Cafè Venafro Pasqua

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

aziende in molise »

error: