LAVORO – La consigliera Fanelli contro l’ecotassa “Toma intervenga sul Governo nazionale, a rischio gli investimenti Fca”

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CAMPOBASSO – La battaglia per la tutela dei posti di lavoro della Fca di Piedimonte San Germano in provincia di Frosinone è anche quella della Fiat di Termoli.

A sottolinearlo è la consigliera regionale del partito democratico Micaela Fanelli che oggi sarà con i lavoratori dello stabilimento frusinate davanti ai cancelli dell’azienda metalmeccanica per protestare.

“Lo faccio in difesa dei lavorati della provincia di Frosinone, ma anche per i tanti addetti allo stabilimento Fiat di Termoli, – ha detto la Fanelli – uniti nel timore per il proprio futuro lavorativo, a causa delle conseguenze che potrebbe avere il provvedimento sull’ecotassa voluto, illogicamente, dal governo gialloverde, che rischia di compromettere gli investimenti previsti in Italia dalla FCA.

Sulla questione, ha osservato la consigliera del Piddi  è stato già presentato in Consiglio regionale una mozione per impegnare il Presidente della Regione affinché attui ogni iniziativa utile a favore della FCA di Termoli, ed degli investimenti previsti, ivi incluse le iniziative riguardanti l’eliminazione della cosiddetta “ecotassa”; e affinché si intervenga per la difesa dell’occupazione, della produzione e degli investimenti nello stabilimento FCA di Termoli presso tutte le sedi governative nazionali, attuando tutte le battaglie istituzionali, legislative, impugnative, prese di posizione politiche, anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni.

“Sto contattando le Amministrazioni comunali del territorio – continua Fanelli – affinché adottino decisioni al riguardo, in linea con quello che stiamo promuovendo a livello regionale; e stiamo valutando con i nuovi soggetti territoriali del Partito Democratico del Molise (ai quali vanno i miei migliori auguri dopo il rinnovo delle cariche), in particolare del basso Molise, azioni da intraprendere, anche d’intesa con i segretari dei sindacati di categoria, per coordinare al meglio tutte le iniziative necessarie.

Perché in gioco non c’è solo il futuro degli impianti produttivi della Fiat, ma l’intero sviluppo economico del Mezzogiorno, messo a rischio da un governo a trazione nordista, che ha già intenzione di “strappare” l’Italia attraverso il regionalismo differenziato, assicurando risorse ed investimenti solo nelle grandi regioni del settentrione.

Non è più tempo di spot ed i fatti parlano chiaro: il Governo dei 5 Stelle e della Lega ha tradito tutte le promesse fatte in campagna elettorale e la maggioranza in Parlamento ha approvato una manovra blocca Italia, che aumenta le tasse, ferma gli investimenti, taglia le pensioni e i fondi per le infrastrutture, la scuola e la cultura. E a pagare il conto più salato, se tutti insieme non riusciremo a fermali, saranno i lavoratori, i pensionati, le imprese”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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