VIOLENZA SULLE DONNE – Roberta Bruzzone e Gessica Notaro a Isernia, “la violenza è un problema culturale”

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ISERNIA – “Diamo voce al silenzio”, questo il titolo del convegno tenutosi a Isernia per dire ancora una volta “no” alla violenza sulle donne.

Un incontro emozionante, fatto di interventi e testimonianze che hanno commosso le tante persone presenti in sala. Tra gli ospiti anche Roberta Bruzzone, la criminologa di fama nazionale da sempre in prima linea per combattere la violenza di genere.

“Il fenomeno non è un’emergenza solo attuale, – ha spiegato la Bruzzone – ma ci accompagna da almeno trent’anni. Calcolate che negli ultimi 20 anni sono morte 3000 donne. Solo 2 donne su 10 denunciano. Questo perché stiamo cercando di combattere con la repressione un problema culturale. Il femminicidio è solo un’evoluzione maligna di valori sbagliati, un problema cultura che inizia da bambini. Il problema vero è che ancora oggi vengono considerati accettabili comportamenti che rientrano nella violenza di genere”.

Parole che scuotono le coscienze. La violenza non è solo un fatto fisico, ogni volta che un uomo si sente superiore, ogni volta che una donna viene sminuita, che le viene detto che non può lavorare, che non può farsi bella: questa è già violenza.

Accanto alla criminologa anche Gessica Notaro, la ragazza sfregiata con l’acido dal suo compagno, la quale ha voluto portare la sua testimonianza per invogliare le donne a non avere paura di chiedere aiuto.

“Per me ogni volta è un tuffo nel passato. – ha detto Gessica – Mi trovo a gestire diversi gruppi di violenza e purtroppo le problematiche sono sempre le stesse. Purtroppo non sempre siamo supportati da Stato e istituzioni, io ho fatto delle proposte ma il tragitto è ancora lungo. Per ora approfitto di eventi come questo per sensibilizzare. Le donne subiscono violenza tra le mura domestiche e lo accettano, come se non ci fosse soluzione, a volte questi individui giocano sui sensi di colpa e ci fanno addirittura credere che sono loro le vittime. Noi rischiamo di salvarli e, nella speranza di salvarli, ci lasciamo le penne”.

“La verità – ha concluso –  è che dovremmo imparare a volerci un po’ più bene e avere come priorità il nostro benessere. Basta un secondo per fare danni irreparabili, io porto questo messaggio sul mio volto, voi che siete ancora in tempo fate qualcosa”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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