POLITICA – Forza Italia boccia la Finanziaria, Patriciello: “Impoverisce il Sud, il reddito di cittadinanza è inefficace”

Aldo Patriciello
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ISERNIA – Nella celebrazione dei 25 anni di Forza Italia l’europarlamentare Aldo Patriciello getta uno sguardo sul presente e sul futuro sottolineando le difficoltà per lo sviluppo e l’occupazione scarsamente garantite dalla Manovra gialloverde del Governo nazionale e illustrando una serie di temi tra cui quello del rilancio degli azzurri.

“Al di là dei 25 anni di Forza Italia è qui per dare un messaggio, un messaggio che nasce da una grande preoccupazione. Da portatore di iniziative, di interessi del nostro Mezzogiorno, del nostro Molise, Annaelsa più di tutti respira nel parlamento quella che è una grande preoccupazione. E dove andremo a finire? Quale sarà il futuro dei nostri giovani, delle nostre aziende, del nostro territorio molisano? Da questa finanziaria la preoccupazione che viene fuori è quella che la forbice del nostro Paese si allargherà sempre di più, c’è un Sud, chiaramente quando parliamo di Sud parliamo anche del nostro Molise, anche perché il Molise rientrerà tra le regioni del Sud”.

Il Molise regione del Sud

“Questo significa che da una parte ci aiuta a recuperare qualche fondo europeo maggiore in termini di risorse, ma dall’altra ci deve far riflettere. Come mai una regione che prima era uscita dall’obiettivo 1 per il suo Pil, per la sua crescita, significa che c’era una crescita che dava una prospettiva, che dava uno sbocco occupazionale, significa che c’era crescita imprenditoriale, oggi rientriamo nel Mezzogiorno perché i parametri, gli indici, sono crollati. Questo significa che la regione già di per sé è diventata più povera, che ha qualche criticità. Se a questo aggiungiamo le preoccupazioni del nostro futuro, le cose sono veramente da preoccuparsi. Vi do alcuni elementi, questa finanziaria poggia su due aspetti:”

Su cosa poggia la Finanziaria

“Quota 100, per la parte pensionistica che andrà soltanto ad aggravare il bilancio del Paese ma non risolve nella sostanza, e reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza che dà soltanto una connotazione al Sud, ci daranno il marchio di Sud condannato, al Nord diranno siete un Sud che vi paghiamo il reddito di cittadinanza. I nostri giovani peseranno nel concetto e nella mentalità soprattutto di quelli del Nord, sulla spesa del bilancio del Paese perché gli altri ci pagano questo reddito di cittadinanza quasi come una somma, una elargizione che va alle classi deboli e svantaggiate. Il reddito di cittadinanza non darà un’azione di sviluppo, perché io lo dico in tante occasioni e lo ripeto, i giovani si dovrebbero sentire offesi di percepire un reddito di cittadinanza perché un giovane quello che deve chiedere è le condizioni di sviluppo di lavoro, perché il lavoro nobilitale persone.”

Il lavoro è un diritto ma anche un dovere

“Il lavoro è un diritto ma prima di essere un diritto io dico che è anche un dovere. Allora il giovane dovrebbe dire tu sistema Paese, tu sistema Governo dovresti creare le condizioni di sviluppo e aiutare le imprese ad avere maggiori benefici se assumono un giovane, ed è tutto più nobile. Le stesse somme si potevano utilizzare per creare lavoro, non per dare a un giovane quel reddito di cittadinanza e costringere un giovane ad aspettare non so che cosa. Una, due, tre chiamate di lavoro. Ho letto su qualche giornale che le persone aspettano da 15 anni le chiamate, non ci sono i posti di lavoro. Chi vi chiamerà a lavorare? Come un giovane potrà avere una proposta su cui valutare se accettare o meno se non c’è nessuna azienda? Questo ci deve preoccupare perché faremo una società di giovani che per anni prenderanno quei 500, 600. 700 euro ma senza avere prospettive”

Disoccupazione

“Quello che mi preoccupa è proprio un comunicato dell’Ansa di stamane che dice che è aumentato del 5% la disoccupazione nel nostro Paese, questi sono i dati che preoccupano. Sono dati scientifici, sono il risultato dei dati dell’Inps che dice che nell’ultimo trimestre c’è stata questa impennata di disoccupazione. Cosa significa? Significa crisi delle aziende, significa crisi del lavoro, significa un momento di difficoltà nel Pese. Se aggiungiamo e mettiamo sul tavolo meno investimenti delle opere pubbliche, blocco delle opere pubbliche già finanziate dai Governi precedenti, non soltanto la Tav, abbiamo 24 milardi di opere bloccate già finanziate dagli altri Governi. 24miliardi di lavoro, creano un volano di 90/100 miliardi di economia che si sviluppa, perché spendere quei soldi significa lavoro, crescita del Pil di un territorio e questo ci fa preoccupare perché un Paese dove va se non crei sviluppo, se non crei investimenti, se non crei infrastrutture”

Sul Regionalismo

“La cosa più grave è questo regionalismo differenziato, Annaelsa sarà chiamata nelle prossime settimane a dibattere questo tema, perché Lombardia, Piemonte, Veneto e Emilia Romagna vogliono un regionalismo differenziato diverso dal Sud. C’è un articolo molto forte di un economista molto impegnato, Gianfranco Viesti, che dice secessione dei ricchi. È vero, le regioni del Nord si vogliono allontanare da noi. Ma questo crea una condizione di svantaggio per il Sud, vogliono disgregare il Paese per rendere più forte un’area che già corre ad una velocità diversa, e lasciare una parte alla deriva. Il 15 febbraio ci sarà un flashmob in tutte le regioni del Sud come messaggio per dire non voltatevi, vediamo cosa sta succedendo e vediamo di reagire a questa iniziativa scellerata per indebolire ulteriormente il nostro Paese. Ma un altro dato, questa finanziaria non dice che l’Italia ha un problema incombente sulla questione dell’Iva, mettiamo 50miliardi sulle spalle del nostro Paese, sui cittadini, e secondo la programmazione nel 2020 bisogna recuperare 23 miliardi, nel 2021-2022 28miliardi. Come? L’Iva dal 10% passerà al 13%, l’Iva dal 22% passerà al 26%.”

Aumento Iva cosa significa

“Questo cosa significa? Quando noi andiamo ad acquistare, andiamo al ristorante, mettiamo la benzina, qualsiasi cosa, io pago più Iva, significa indebolire il sistema. E come si scongiura l’Iva? Questa cambiale che teniamo sulle spalle. Oggi in questo Paese l’unica cosa che sta aumentando è l’odio sociale, la cattiveria, siamo tutti più cattivi. Probabilmente è la conseguenza di un disagio sociale, è la conseguenza di un sistema alla deriva. Questo linguaggio incattivito contro tutti, contro la Francia, contro la Germania, non ci porta da nessuna parte. La mediazione, il buon senso, l’equilibrio, essere leader in un sistema non è che tu imponi, essere leader significa acquisire una leadership attraverso una consapevolezza, la capacità. Non lo dico perché siamo di Forza Italia ma quando Berlusconi trattava con Gheddafi, invitava Gheddafi a Roma, non è che lo invitò per fare una sceneggiata per ostentare un rapporto con un leader ma Gheddafi garantiva un minore flusso migratorio, garantiva una programmazione, una strategia per fermare gli immigrati perché soltanto attraverso una strategia si fermano gli immigrati. Io non condivido quello che sta facendo la Lega, di chiudere i porti, io non sono pro immigrati però non dimentico la storia dei nostri avi.”

Immigrazione

“L’Italia è una Paese fatto di immigrati, i nostri sono immigrati all’estero, in America, in tutta Europa, per cui dobbiamo essere accoglienti. Certo, con delle regole, con la partecipazione degli altri Paesi, fare in modo che questi immigrati non siano catapultati in una stanza di albergo, chiusi nell’ozio totale ma riportare lavori socialmente utili. Questo mondo è abbandonato, gli immigrati potrebbero benissimo essere utilizzati con i lavori socialmente utili, per cui li rendi produttivi e li fai fare un lavoro che oggi nessuno vuole più fare. Anche perché il nostro Paese con minori nascite, con un livello di lavoro che si è modificato. Questi lavori considerati umili, anche se io dico che nessun lavoro è umile, come nelle aziende agricole a raccogliere i pomodori, la frutta, la verdura ma chi lo fa? Ma in quale azienda zootecnia ci sta più un italiano a lavorare vicino alle mucche, alle pecore, non esistono più. Allora se tu non utilizzi un immigrato rischi che ammazzi un settore perché non c’è più l’uomo, la persona che lavora”.

Sul lavoro vero

“Allora la persona, l’immigrazione vanno viste non soltanto sul piano dell’accoglienza umana, che è nostro dovere, ma è anche un’utilità perché abbiamo bisogno di forza lavoro per fare alcuni tipi di attività che il nostro sistema non fa più. Non trovi più i giovani, preferiscono stare a casa senza lavoro, vivere con la pensione del nonno e della nonna e non fare queste attività. Questo tema è diventato un tema sensibile, sul quale la stessa Lega ha fatto la propria fortuna. Su questa tema hanno fatto la politica. Ma non è solo questa l’emergenza, l’emergenza per noi è il lavoro. La vera emergenza sociale è il lavoro, ma non quello del reddito di cittadinanza ma quello che crea condizioni di sviluppo affinché le aziende possano stare sul mercato e possano essere competitive. Dobbiamo ridurre il costo del lavoro che è altissimo, dobbiamo evitare la concorrenza sleale all’interno dell’Europa. Le aziende oggi vanno via dall’Italia e vanno in Romania, stessa qualità ma in Italia il costo del lavoro è 10 volte più alto. L’Europa se crea delle condizioni di equilibrio tra i vari Paesi per evitare la concorrenza sleale nella delocalizzazione industriale fa la cosa buona. Un problema sul quale dobbiamo lavorare, certo non puoi mettere le catene ai piedi delle aziende, si devono creare le condizioni.”

Quale Forza Italia

“I temi sono tanti, a livello nazionale Annaelsa sta facendo un grande lavoro, è apprezzata, difende a testa alta la nostra regione. Dobbiamo continuare su questa strada, Forza Italia è impegnata in una riorganizzazione, vuole riavvicinarsi alle persone, far capire che la politica della proposta e del buon senso paga. Oggi c’è la moda del web che ha stravolto la politica, noi continuiamo a sostenere l’editoria, le proposte dei 5Stelle sono per ammazzarla, i fondi spariranno completamente nel 2022, già sono ridotti all’osso. La pluralità è necessaria in un Paese democratico, più voci sono utili e anche una stampa che dissente e non condivide è utile a un Paese democratico”.

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