
EVENTO – Andrea Capobianco, allenatore della nazionale di pallacanestro, ha donato due libri alla Biblioteca Comunale di Venafro De Bellis-Morra.
Un momento ricco di emozioni, un semplice gesto che racconta l’amore per le proprie origini e per la pallacanestro. Capobianco, originario di Venafro e famoso per i suoi successi sul parquet, ha scelto di donare i libri da lui scritti ai cittadini. Presenti alla consegna il sindaco Alfredo Ricci e il consigliere comunale delegato allo sport Fabrizio Tombolini.
“Questo gesto non è solo una semplice donazione fatta da un autore venafrano – spiega il sindaco Ricci – ma un vero e proprio messaggio per i cittadini e i giovani di Venafro. Un messaggio educativo, di socializzazione, dell’evitare di perdersi per strada nella crescita. Andrea ha consegnato simbolicamente questi messaggi alla città. I messaggi non devono venire solo da chi studia certi fenomeni, ma anche da chi con il proprio vissuto e le proprie esperienze può testimoniare come certi fenomeni possano essere prevenuti o combattuti e superati”.
I due volumi sono diversi fra loro, il primo “Insegnare la pallacanestro. Guida didattica per il corso allievo allenatore” si basa sulla conoscenza della pallacanestro, mentre il secondo “La meravigliosa avventura. Mannheim 2014” è scritto invece con le emozioni.
“Questi libri nascono con profili diversi. – spiega Capobianco – Uno è un libro sul sapere e sulla conoscenza della pallacanestro, cioè da usare per i corsi da allenatore. Invece l’altro libro è scritto dalle emozioni, quando l’Italia torna alla vittoria dopo 30 anni del torneo più importante del mondo e riusciamo a vincere questa medaglia e quindi ho scritto logicamente molto con il cuore, un racconto di emozioni ma anche delle tattiche usate. La prima parte è un’intervista impossibile, perché sarebbero le domande che mi avrebbe fatto mio padre se fosse stato ancora vivo, perché lui mi ha sempre seguito da quando giocavo ai campetti all’aperto, da quando vincevo e perdevo qui a Venafro. Quindi, un’intervista che racconta tutto il mio percorso e poi si parla di come vengono scelti i ragazzi, delle partite affrontate, di come abbiamo battuto gli Usa, di cosa è successo dopo”.
“Stare qui oggi mi fa molto piacere, – ha concluso l’allenatore – la mia vita a Venafro mi ha dato tantissimo e mi ha aiutato a diventare ogni giorno migliore. Sia con il consigliere Tombolini che con il sindaco Ricci c’è un rapporto di stima incredibile, entrambi hanno subito apprezzato la mia idea. Il messaggio che ho provato a dare è che lo sport è un qualcosa di molto grande, non è soltanto lanciare una palla, ma significa fare squadra, imparare a rispettare gli altri”.
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