TENTATA EVASIONE – Aldo Di Giacomo “Protesta trasferita a Roma, richiesta ritiro immagini”

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CAMPOBASSO – Il caso dell’agente sospeso dal servizio dopo i particolari dell’episodio che ha visto la cattura di un detenuto che aveva tentato la fuga rientrando in Carcere accompagnato da tre poliziotti della Penitenziaria, ha raccolto centinaia di persone stamane davanti alla casa circondariale di Via Cavour.

Una manifestazione in segno di solidarietà e vicinanza all’agente voluta dal sindacato degli agenti penitenziari guidati da Aldo Di Giacomo che si è fatto trovare davanti i cancelli delle Carceri con la mani legati da una catena di ferro. Insieme a lui molti cittadini il presidente del Consiglio regionale Micone e l’assessore comunale De Bernardo entrambi appartenenti alla Polizia di Stato.

La protesta, così come ha sottolineato Di Giacomo, arriverà anche a Roma davanti la sede del Ministero della giustizia. Ovviamente si chiede che venga annullato da parte dell’Amministrazione penitenziaria del Ministero il provvedimento di sospensione che ha visto coinvolto l’agente in causa ripreso, ormai come è noto da un video amatoriale lungo il marciapiede di via Cavour e diventato virale immediatamente sui social network. Di Giacomo ha poi annunciato che richiederanno attraverso i loro legali che la Procura si adoperi a far ritirare  le immagini del video puntualizzando che sebbene il loro collega abbia potuto sbagliare nelle modalità di cattura del detenuto certamente non si è tenuto conto che tutto questo può metterne in pericolo la vita. E su tanto, ha ribattuto Di Giacomo, si doveva intervenire perché  quelle immagini non girassero e non su altro. Il segretario generale del sindacato della Polizia penitenziaria di nuovo ha messo l’accento sulle precarie condizioni strutturali e la carenza di personale in cui vive la Casa circondariale di Campobasso come quelle di altri Istituti di detenzione. “Quanto accaduto a Campobasso – ha sottolineato –  non si è ripercosso soltanto sull’agente sospeso ma su tutti i poliziotti addetti alla vigilanza”.

Tanta la solidarietà arrivata all’agente dal cappellano dalla cittadinanza a quella attraverso il sacerdoti di altri detenuti. Quest’ avrebbero  sottolineato la disponibilità dello stesso poliziotto. Ritornando alle fasi Di Giacomo ha anche aggiunto che di essa si vede solo una parte e non quella relativa a quando il detenuto si sarebbe servito di stampelle che al momento lo sostenevano dopo una visita in ospedale, per minacciare gli stessi poliziotti e quindi farsi strada nel tentativo di scappare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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