GIUSTIZIA – Problemi e disagi nelle carceri, Di Giacomo (SPP) parla con il Ministro Bonafede e commenta: “Giù le mani dal 41 Bis”

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CAMPOBASSO – Problemi e disagi nelle carceri italiane.

Prendendo spunto da quanto è successo qualche giorno fa nella Casa circondariale del capoluogo regionale, il Sindaco della Polizia penitenziaria italiana e il suo segretario nazionale Aldo Di Giacomo, ha intrapreso un’azione di protesta che ha già toccato alcune città, compreso Campobasso ieri con il sit in davanti il Ministero di Grazia e giustizia, dove ha incontrato giornalisti nell’ambito della campagna “noi le vittime loro i carnefici”.

Qui c’è stato l’intervento del sottosegretario alla giustizia On. Jacopo Morrone, il segretario generale, inoltre, ha ricevuto la telefonata del Ministro della Giustizia  Alfonso Bonafede il quale posticipava l’appuntamento per motivi istituzionali.

“Altro che rendere più comoda la vita di boss, mafiosi, camorristi ed appartenenti a clan di ogni provenienza geografica ed estera – ha sottolineato Di Giacomo -. Ci aspettiamo adesso una presa di posizione del Ministro Bonafede che faccia chiarezza non solo sul 41 bis ma  su tutti i problemi del sistema carcerario. Abbiamo da giorni intensificato la mobilitazione e la proposta a partire dal caso che ha coinvolto il nostro collega di Campobasso non certo per tutelare un solo collega quanto piuttosto tutto il personale di Polizia Penitenziaria. Noi, unico sindacato che ormai da tempo denuncia come lo Stato abbia perso il controllo delle carceri; come i Boss delle organizzazioni criminali, proprio dall’interno dei penitenziari italiani, gestiscono i loro traffici e le organizzazioni criminali di cui sono punto di riferimento.

Il carcere oggi è sempre più la cartina al tornasole della situazione di insicurezza fuori per tutti i cittadini specie donne, anziani, bambini. Nel corso dello scorso anno sono stai rinvenuti nelle carceri italiane, compresi gli istituti che con sezioni per detenuti sottoposti al 41 bis, più di 750 telefonini cellulari, molti dei quali utilizzati da capi clan per gestire comodamente i propri traffici illeciti e le loro associazioni criminali; sono stati sequestrati sempre nelle carceri più di 11 kg di droga; quasi 600 sono state le aggressioni perpetrate in danno di poliziotti penitenziari, ogni giorno una media di 12 poliziotti penitenziari è costretta a far ricorso alle cure dei diversi nosocomi della Repubblica in seguito alle violenze subite; 65 i suicidi di detenuti in carcere e almeno un migliaio quelli sventati grazie al pronto intervento del personale.

Attraverso il tour che toccherà altre città italiane – conclude Di Giacomo – faremo sentire la nostra voce, la voce di tutti coloro che ogni giorno a costo di immani sacrifici cercano di garantire la legalità all’interno delle carceri e la difesa della società, noi siamo e saremo sempre al fianco di tutti i Poliziotti Penitenziari, vittime di un sistema che tende a santificare i carnefici e non riconoscere le dovute garanzie ai propri uomini e alle proprie donne”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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