REGIONE – Calenda e Romagnuolo sfiduciano Mazzuto da assessore e coordinatore regionale della Lega. Mozione in Consiglio regionale

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CAMPOBASSO – Scontro nella Lega, Filomena Calenda e Aida Romagnuolo contro l’assessore Mazzuto. A cui le due consigliere regionali hanno annunciato stamane ufficialmente di intimargli una doppia sfiducia.

Non riconoscendolo come assessore nella Giunta Toma e come coordinatore regionale della Lega con Salvini, ruolo che si augurano venga preso da un commissario di fuori regionale. La sfiducia al suo incarico esterno di assessore non è solo un  pronunciamento verbale di intenti ma si traduce in un atto ufficiale che presenteranno in Consiglio regionale e quindi da votare nella convocazione di quest’ultimo per martedì prossimo. Dove, a quanto pare, ci sarà anche una sfiducia bis presentata dal partito democratico.

Una “granata” politica sparata in modo violento dalle due consigliere della Lega per Salvini che stamane in una conferenza stampa tenutasi nella sede del Consiglio regionale hanno illustrato e circostanziato gli episodi che secondo le loro valutazioni rendono ormai impossibile la convivenza politica con Mazzuto e a questo punto ne chiedono l’estromissione da incarichi di partito. Un elenco di circostanze messe una sull’altra raccontate prima da Aida Romagnuolo e poi rafforzate da Filomena Calenda che hanno sottolineato i sacrifici il lavoro sostenuti nella campagna elettorale per raccogliere tanti voti alla Lega senza aver avuto alcun riconoscimento al contrario di Mazzuto che ora siede nella Giunta Toma senza essere eletto e come hanno sottolineato entrambe fiancheggiatore di manovre sottobanco suggerite da manovratori esterni presenti in maggioranza in Regione finalizzate a  entrare e impadronirsi del partito e quindi a emarginare le due consigliere che secondo la loro denuncia non sono mai state coinvolte in alcun progetto che Mazzuto nel centrodestra comunque vive e condivide. Calenda e Romagnuolo per esporre quanto siano state isolate dall’assessore Mazzuto e dallo stesso partito hanno ribadito che non hanno alcuna intenzione almeno per ora di abbandonare la Lega, rimarcando di non conoscere neppure la sede dell’assessorato al lavoro di cui è titolare lo stesso assessore.

Tra l’altro andando nell’approfondimento su alcuni provvedimenti non adottati o prese di posizione non avvertite, hanno evidenziato la vicenda dell’emendamento votato in Parlamento presentato dal Pd sulla proroga della mobilità in deroga per gli ex lavoratori dell’Ittierre. “E qui – ha detto la Calenda – c’è stato il silenzio assoluto dell’assessore al lavoro Mazzuto” che secondo le due consigliere “ha dimostrato la sua inadeguatezza a ricoprire il suolo di componente della Giunta e quindi di assessore”.

Entrambe hanno sottolineato che nelle prossime ore invieranno un ulteriore lettera e appello a Salvini affinché prenda gli opportuni e immediati provvedimenti sulla questione e di tanto sarà messo a conoscenza ancora un volta anche il Governatore Toma che potrebbe trovarsi scoperto del loro sostegno  in maggioranza se questa vicenda non dovesse risolversi per quanto loro suggeriscono. Insomma una Lega in subbuglio e una maggioranza di governo regionale in tensione almeno su questo versante dove nel corso della conferenza stampa un’attivista dell’area del Basso Molise ha calcato ancora di più la mano sullo stato di gestione del partito avvertendo che circa 310 iscritti sono pronti a uscire e che è stata preparata una denuncia federale su quello che è stato illustrato in conferenza stampa e su altro che verranno inviati alla direzione nazionale della Lega di Milano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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