VENAFRO – Inquinamento e salute, parlano tecnici ed esperti

VENAFRO - Inquinamento e salute, parlano tecnici ed esperti
Assicurazioni Fabrizio Siravo
Black&berries Venafro

VENAFRO – All’incontro pubblico, sullo scottante tema sull’inquinameto della piana di Venafro, tenutosi l’altra sera nella sala conferenze della Palazzina Liberty, sono intervenuti tecnici ed esperti per parlare dei vari aspetti.

Sono stati illustrati, infatti, gli effetti sulla salute delle sostanze emesse da inceneritori e impiantii industriali e le azioni da intraprendere per cercare di arginare il fenomeno.

Nelo specifico due medici, Bartolomeo Terzano, presidente ISDE Molise, Associazione medici per l’ambiente ed Ettore Rispoli, senologo, hanno proiettato delle diapositive con i dati degli studi più recenti.

“Il fattore di rischio ambientale, principale, è l’inquinamento atmosferico. -afferma il dott Terzano–  E’ un problema che interessa tutto il mondo, tutte le città, specialmente le città più grandi. Ma anche le piccole città non sono esenti dall’inquinamento atmosferico e Venafro, per quanto riguarda il Molise, è la città dove si risente di più il fattore inquinante legato alle patologie dell’inquinamento atmosferico. L’inquinamento atmosferico è dettato da più fattori. -continua Terzano– Sicuramente il traffico veicolare incide, ma rilevanza maggiore hanno gli inceneritori che sono a destra e sinistra della piana di Venafro. D’inverno, inoltre, c’è anche un contributo derivante dal riscaldamento domestico. Quindi, queste tre situazioni sono fattori portanti di inquinamento atmosferico e fanno sì che nella città di Venafro, essendo in una piana circoscritta con dei movimenti di tipo ventoso limitati, aumentano la presenza di inquinamento atmosferico provocando uno sbilancio di patologie rispetto al resto della popolazione molisana. -conclude Terzano– I cittadini di Venafro sono soggetti, pertanto, in virtù dell’inquinamento atmosferico, a patologie legate alle malattie cardiovascolari circolatorie e respiratorie. Dati rilevati da uno studio effettuato dal CNR di Pisa della qualità della salute”.
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“Chi di voi presenti non ha mai avuto un caso di cancro in famiglia? -così il senologo Ettore Rispoli zittisce i presenti- (nessuno alza la mano) La mortalità per malattie cerebrovascolari è del 50% in più negli uomini e 33% in più nelle donne, rispetto alla media regionale. Mentre, per le malattie cardiovascolari risulta il 18% in più negli uomini e il 10% in più nelle donne. Ma la mortalità per tumore, soprattutto nelle donne è in eccesso, infatti, si registra +20% di tumore al seno rispetto all’intera regione. Queste malattie sono collegate all’inquinamento ambientale. –ha proseguito Rispoli– Il tumore è una nanopatologia. Le nanopatologie sono malattie causate da micro e nanoparticelle. Le particelle a secondo del diametro, vengono definite: particelle grossolane o PM10, microparticelle o PM2.5, nanoparticelle o PM0.1. Le particelle più sono piccole più sono dannose. Grosse quantità di micro e nano particelle sono prodotte da combustioni ad alte temperature, quindi attività dei termovalizzatori, inceneritori e cementifici e purtroppo sono dotati di filtri con capacità di cattura massima di 10 μm. -conclude Rispoli– Uno studio portato a termine dall’Istituto Superiore di Sanità, ha analizzato 46 studi scientifici portati avanti con rigore scientifico. È emerso in 2/3 degli studi che nelle zone attigue agli inceneritori aumentano gli effetti cancerogeni e vi è un significativo incremento di mortalità”.

Il quadro che emerge al momento, dunque, non è dei migliori. Con i dati alla mano, si può affermare che la situazione della Valle del Volturno è sicuramente peggiore rispetto al resto del Molise.

Infine è intervenuto l’avvocato Alfonso Mainelli, portavoce del movimento Area Matese.

“Quando i cittadini si riuniscono, specialmente insieme alle istituzioni, si crea il contatto dal quale viene fuori un orientamento che dovrebbe essere ben recepito dalle istituzioni. In effetti nel Molise la carenza più forte è il comportamento istituzionale che non rispetta la legge. – afferma l’avvocato Alfonso Mainelli-  Ci sono state una serie di normative che miravano a monitorare il territorio per cercare di capirne i contesti, i rischi e le possibilità di intervento. Questo nel Molise non è stato mai fatto. Gli impianti inquinanti in passato sono stati autorizzati senza la misurazione del livello delle polveri sottili. Si necessita bloccare a tutti i costi l’incenerimento dei rifiuti. Inoltre, bisogna indagare sui bilanci delle aziende che praticano questa attività per scoprire qual’è il vero affare. Produrre energia o bruciare immondizia? Un affare che rischia di costare caro alla popolazione di tutta la piana di Venafro. La salute…

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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