CONSIGLIO REGIONALE – Ex Ittierre, mobilità impossibile. Si valuta un progetto complessivo di reinserimenti occupazionali

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Assicurazioni Fabrizio Siravo

CAMPOBASSO – Problemi lavoro, problema Ittierre e valutazioni finali del presidente Toma sulle politiche attive e passive del lavoro e sulla futura programmazione regionale che dovrebbe dare la dignità di occupazione a chi in questo momento non ce l’ha.

Un Consiglio regionale a tema, una via crucis dolorosa  posizionati interamente sull’ex opificio di Pettoranello del Molise dove ancora ci sono oltre 200 dipendenti senza ammortizzatori sociali che oggi erano per l’ennesima volta a protestare silenziosamente o quasi n aula tra il pubblico.

A relazionare sulla ex industria tessile isernina sulle sue peripezie amministrative giudiziarie e quindi finanziarie fino alla sua completa sparizione produttiva, l’assessore Luigi Mazzuto. Una lunga dissertazione tecnica zeppa di norme atti amministrativi leggi nazionali di considerazioni su quanto accaduto negli anni soprattutto sul versante dell’attribuzione di risorse per Cig mobilità e quant’altro preparatagli dalla sua struttura assessorile in maniera che nessuno ha potuto seguirla con evidenti riscontri troppo attorcigliata ai dispositivi scaturiti dal 2011 e quindi in qualche modo anche contestata dagli stessi lavoratori presenti tra il pubblico. Le conclusioni dopo un ascolto difficile e amaro sono confluite sull’insostenibilità della concessione dei un’ulteriore mobilità che non è possibile concedere ulteriormente non avendo avuto quest’ultima, come recita la norma di specie statale, la continuità dovuta. Questo avrebbe dovuto dire Mazzuto. Sono mancate, infatti, le coperture economiche da parte dei precedenti governi e in parte di quello attuale. Autori di una situazione di grave disagio sociale per quei lavoratori che oggi in concreto senza reddito e in attesa di fantomatiche promesse di lavoro attraverso belle parole di iniziative progetti incentivi e quant’altro non hanno alcun introito neppure per sopravvivere

Tutto il dibattito che ne è scaturito che poi non è altro che il pensiero politico dell’uno contro l’altro, poco quanto proposto concretamente in tempi brevissimi a favore dei lavoratori, serve veramente a poco.

In ordine sono intervenuti Aida Romagnuolo. Forte il suo appello all’assessore Mazzuto a dimettersi ritenendolo “inadeguato” per il suo ruolo e invitandolo, quindi, a destinare il suo stipendio di assessore di 12mila euro a favore del progetto di ricollocazione al lavoro redatto dai dipendenti ex Ittierre.

Avvelenata anche la posizione della consigliera Calenda ex Lega che ha accusato il componente del governo regionale di aver fatto una lunga cronistoria dell’ex industria tessile di Pettoranello  e di non aver seguito la vertenza a livello ministeriale. La consigliera ex Lega ha proposto  per gli stessi lavoratori un programma di reinserimento al lavoro attraverso la strutturazione di cooperative destinate a offrire servizi convenzionati sociali.

Iorio ha replicato suggerendo di valutare in modo più approfondito il problema del lavoro, per i dipendenti exIttierre, visto le difficoltà per loro ad accedere alla mobilità, in II Commissione presieduta dallo stesso sottolineando come sia risultata un flop l’operazione dell’area di crisi complessa che avrebbe dovuto reimpiegare sulla carta 10 mila  lavoratori per circa mille iniziative produttive e che ad oggi non ha prodotto nulla.

Facciolla del partito democratico ricordando le perdite che alcune aziende decotte in passato hanno gravato sulle finanze regionali quali la Gam, ha evidenziato che la Regione non può e deve fare impresa e quindi intervenire con risorse pubbliche  laddove ci sono buchi finanziari enormi pur di mantenere alcune posizioni previdenziali, ma deve curare le politiche e la programmazione del lavoro attraverso incentivi sottolineando, poi, come la politica abbia fallito laddove avrebbe dovuto difendere la proroga della mobilità in Parlamento con l’emendamento Nannicini.

Greco dei Cinque stelle ha sottolineato le responsabilità del passato e ribadito l’impegno del suo Movimento a risolvere il problema dei lavoratori.

Sulla necessità di trovare immediatamente soluzioni concrete si è soffermato Antonio Tedeschi con la disponibilità dell’intero Consiglio.

Mentre Nola ricordando che la crisi Ittierre è stata soprattutto finanziaria e quindi provocata dal momento in cui è sopravvenuta, ha lanciato la proposta di chiamare in causa anche la Confindustria per l’attivazione di progetti ed iniziative che riportino lavoro e occupazione anche in quelle aziende ancora sane che esistono.

Sciacallaggio politico ha definito Scarabeo le dichiarazioni sentite in aula sul passato politico amministrativo della Regione d’accordo invece sull’idea di Iorio di valutare e approfondire il dibattito lavoro e le problematiche della ex Ittierre nella Seconda Commissione lavoro della Regione.

La consigliera Paola Matteo di Orgoglio Molise ha suggerito  di elaborare e programmare al meglio sul territorio le politiche attive del lavoro accelerando tutte le procedure necessarie per restituire occupazione a quanti l’hanno persa  e quindi agli ex dipendenti dell’Ittierre, a incentivare le sturt up e a promuovere le Zes con progetti di pronta attuazione dando risposte celerei e concrete. Quindi le conclusioni di Toma.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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