
MOLISE – Un mese di mobilitazione con sciopero generale della categoria indetto per il prossimo 17 maggio. Su autonomia differenziata, rinnovo del contratto e stabilizzazioni i sindacati della scuola si fanno sentire.
Si è svolto nell’aula magna dell’IIS Pertini a Campobasso l’attivo unitario delle RSU e degli organismi dirigenti FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA.
Sono intervenuti delegati provenienti da tutte le scuole del Molise, rappresentanti degli studenti e delle associazioni che hanno condiviso le motivazioni della mobilitazione.
In tutti gli interventi si è manifestato il netto dissenso nei confronti del progetto di autonomia differenziata, figlio di una visione egoista e autoreferenziale della crisi che rischia di abbattersi come un autentico terremoto sull’intero comparto dell’istruzione e ricerca.
I lavoratori della scuola non voglio la regionalizzazione, ma chiedono con forza il rinnovo del contratto, il consolidamento degli organici, la stabilizzazione del personale su tutti i posti disponibili, valorizzazione professionale e condizioni lavorative sostenibili per il personale ATA.
FLC CGIL, CISL e UIL scuola, insieme alle RSU, agli studenti e al mondo dell’associazionismo molisano hanno pertanto deciso di dare vita insieme ad una mobilitazione che durerà fino al 17 maggio per chiedere investimenti nel settore e fermare un disegno politico disgregatore dell’unità e della coesione sociale del Paese.
Queste le iniziative di mobilitazione concordate:
– dal 26 aprile al 16 maggio: astensione in tutte le scuole dalle attività non obbligatorie previste dal CCNL per i docenti ed Ata e raccolta delle firme sull’appello contro la regionalizzazione dell’istruzione;
– dal 3 al 14 maggio: campagna di assemblee territoriali che coinvolgeranno tutte le scuole della regione (vedi calendario allegato);
– dal 28 aprile al 12 maggio: banchetti informativi con raccolta firme sull’appello contro la regionalizzazione nelle piazze dei principali centri molisani;
– venerdì 17 maggio: sciopero generale di tutto il comparto Istruzione e Ricerca.
“L’istruzione deve rimanere un sistema nazionale e non crediamo che i problemi si risolvano con il passaggio di competenze alle singole regioni. Regionalizzare la scuola significa frantumare il paese: ci opporremo in ogni modo a questo scellerato progetto”.
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