POLITICA – Il vicepremier Di Maio a Campobasso “Noi e la Lega siamo due cose diverse”

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CAMPOBASSO –  Il ministro e vicepremier Di Maio di nuovo a Campobasso per sostenere soprattutto le Europee, pochi gli accenni alla politica cittadina e quindi alla lista del candidato sindaco Roberto Gravina che, comunque, dal palco di piazza Prefettura inizialmente ha sottolineato quanto vorrà fare per la sua città e quanto è stato soprattutto disatteso dal governo di centrosinistra locale che ha amministrato a palazzo San Giorgio.

Un confronto come al solito appassionato  quello di piazza Prefettura durato un paio di ore in cui si sono sono alternati tutti a parlare, dal portavoce del Consiglio regionale Andrea Greco ai candidati alle Europee e quindi il Ministro al lavoro Luigi Di Maio capitato a Campobasso dopo poche ore la decisione del Consiglio dei ministri dove è stato silurato il sottosegretario Siri dal Governo, decisione ampiamente ripresa da Di Maio. Andreas Greco nel riscaldare la piazza abbastanza affollata di curiosi e militanti è ritornato su quanto accade in Regione e sulle vicende che hanno caratterizzato la settimana appena trascorsa  che ha portato alla votazione del Defr della Legge di stabilità e del Bilancio previsonale pluriennale.

Una settimana densa di studi approfondimenti e scontri tecnico legislativi e politici ma anche di uscite personali spesso inopportune e di pessimo gusto nei botta e risposta tra Greco e Toma che hanno inasprito in qualche maniera i rapporti personali soprattutto tra il Governatore e il portavoce pentastellato causati in concreto da esternazioni venute fuori dalla foga del dibattuito fuori quindi da ogni principio etico e normativo di quest’ultimo.

Greco, poi, dal palco di piazza Prefettura, non ha risparmiato senza mai nominarlo stoccate anche a Patriciello ma le allusioni sono state abbastanze chiare quando il consigliere regionale dei grillini ha riportato alcuni apprezzamenti  che lo stesso Toma aveva avuto in occasione della presentazione dell’europarlamentare domenica passata a Vinchiaturo. Greco poi ha puntato  l’assessore ai trasporti Vincenzo Niro riferendosi all’aumento dei costi del trasporto pubblico su gomma e su ferro ordinati nella Legge di stabilità evidenziando le notevoli capacità di quest’ultimo nel sapere raccogliere e proporre liste politiche ovunque anche fuori dal cosmo. Greco ha detto testualmente “anche su su Marte”. Quindi ha elogiato il lavoro dei suoi compagni di cordata di Cinque stelle che hanno lavorato tanto per modificare il Bilancio attraverso una serie di emendamenti spostando cifre e soldi su settori soprattutto del sociale sottraendoli dai costi della politica.

Quindi a seguire il ministro Di Maio che ha puntato soprattutto su quanto è stato fatto su proposta dei Cinque stelle e sui rapporti al Governo mantenuti soltanto da un contratto di governo. “Cinque stelle e Lega rimangono, tuttavia, due cose diverse”.

” Il voto a Cinque stelle per le Europee – ha ribadito – rimane una  condizione necessaria perché questo Governo possa continuare il suo esercizio di mandato e proporre una linea politica amministrativa e finanzairia diversa in Europa certamente orientata a modificare quest’ultima”

Il vicepremier partenopeo l’ha buttata subito sul sentimento popolare, sottolineando la questione lavoro del lavoro e il costo di quest’ultimo soprattutto quello sottpopagato

“Stiamo approntando un decreto dignità – ha detto Di Maio – che fissi un minimo retribuito ad un’ora di lavora non al di sotto di nove euro. Credo, poi, che il reddito di cittadinanza e la riconfigurazione della pensione minima siano un traguardo che abbiano dato un minimo di dignità alle persone. Venendo qui stasera ho incontrato una signora che mi ha ringraziato perché da 500 euro è passata a riscuotere 780 euro una somma che le consente di campare anche il nipote. Voglio aggiungere che molti pensionati che potrebbero avere il minimo pensionistico non sanno a chi rivolgersi e ancora non si adpoperano per avere il trattamento economico che gli spetta. Li invito a recarsi presso patronati e uffici che possano dare loro informazioni giuste”

Ha quindi ricordato il taglio dei vitalizi, delle pensioni d’oro che andranno attuati da giugno e  da gennaio scorso e le posizioni delle Regioni che devono adeguarsi entro giugno pena la rimessa di soldi per il pagamento degli stessi stipendi dei Regionali.

“Le pensioni –  ha sottolineato Di Maio – saranno da qui in avanti  sulla base dei contributi versati e non sulla base retributiva. C’è anche il salario minimo europeo. Ce ne faremo carico a Bruxelles per evitare lo spostamento di fabbriche laddove gli stipendi sono minimi e convenienti rispetto all’Italia. Tutto ciò  non dovrà essere consentito alle aziende anche italiane prevedendo forti penalità e restituzione dei fondi percepiti per gli insediamenti industriali”

Ha ripercorso le finalità del Decreto dignità sulle risorse spostate alle famiglie e sul decreto corruzione e il caso Siri

“Abbiamo applicato quanto abbiamo promesso in campagna elettorale e quindi non potevamo in alcun modo tradire le attese sottoscritte. Una legge anticorruzione non poteva essere capovolta con una posizione diversa da quella che abbiamo proposta e presa nel Consiglio dei ministri oggi”.

Non poteva mancare neppure un accenno alla situazione sanità maturata negli anni e sulla presenza del commissario ad acta fatto arrivare da Roma soprattutto per volere dei Pentastellati e dal ministro Grillo

“Se c’è una situazione che non è stata sanata negli anni è chiaro che c’è bisogno dei avere un persona un commissario supoer partes che possa esser in grado di riportare i conti nella loro dimensione esatta. Qiui in Molise dove il commissario è arrivato ed è stato sistemato in una stanza dove non c’era né un computer né riscaldamento, tant’è che ha dovuto comprarsi una stufetta elettrica. Quello che è successo poi in questi ultimi mesi altrove in Umbria dimostra che bisogna togliere alla politica la facoltà di scegliere di nomine nell’ambito ospedaliero. I concorsi si facciano con tracce di elaborati sorteggiati nel giorno stesso delle prove. Deve finire questa storia di intreccio tra politica e incarichi concorsi e nomine. Diamo spazi al merito e a chi a vale.”

Di Maio ha puntato il finale del suo intervento tutto sul voto alle Europee e quindi dal palco di piazza Prefettura ha sottolineato

“Dobbiamo annullare l’intesa Pd Forza Italia in Europa. dobbiamo raggiungere il 51% e cambieremo molte cose.”

Non si fa scrupoli nel risottolineare che il governo con La Lega è soltanto un contratto su alcune cose mentre su altre le divergenze sono più che note. Un accenno alle Province. Riafferma  che devono essere  azzerate completamente contrariamente a quanto dice la Lega, così come deve attuarsi lo snellimento e la riforma dl sistema giustizia con processi più veloci mentre su cui il ministro Bonafede sta operando. Sulle politiche di sviluppo annuncia che proprio ieri il Premier Conte ha firmato il Decreto sviluppo Molise che autorizza i 350 progetti già presentati a Invitalia per la promozione del territorio al finanziamento. Ha parlato di giovani di finanziamenti recuperati per i Centri dell’Impiego destinati alla formazione, di professionalità giovanili da occupare nei Cif e nella formazione finalizzata ad attività mirate contrariamente al passato laddove sono state bruciate risorse per corsi fantasma o doppioni che non hanno prodotto alcuna occupazione. L’invito finale è stato diretto al voto alle Europee ai candidati locali e della circostreizione e soprattutto al partito che come detto si gioca una partita importante pèer l’assetto politico in vista della tenuta del Governo e quindi della prosecuzione della sua attività così come è composto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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