VENAFRO – Sblocca Italia, Di Cicco (Città Nuova): importante sentenza, ora il governo lo “cancelli”

Gian Marco Di Cicco
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IL COMMENTOIl pronunciamento della Corte di Giustizia europea sulle questioni sollevate dalle associazioni ambientaliste, che chiedono l’annullamento del cosiddetto “Decreto sblocca-Italia” del 2016, rappresenta un’importante vittoria di quanti in Italia, e anche nel nostro territorio, si battono per avere una politica di gestione del ciclo dei rifiuti che metta al primo posto la salute dei cittadini e che si allinei alle direttive europee.

Un grandissimo ringraziamento va alle “Mamme per la Salute onlus” di Venafro, che anche in questa battaglia sono state in prima linea. Riteniamo che ora il nuovo governo italiano e le forze politiche che lo sostengono, che avevano giustamente criticato e condannato le scelte sciagurate dei governi precedenti su queste tematiche, “bocciando” senza appello il decreto “Sblocca-Italia”, hanno la possibilità, alla luce di questa importante sentenza, di “cancellare” le scelte disastrose compiute in passato e di voltare pagina mettendo l’Italia al passo con gli altri paesi europei ed applicando la “gerarchia dei rifiuti” codificata nelle direttive dell’Unione Europea che pone lo smaltimento dei rifiuti, cioè l’attività che svolgono gli inceneritori, soltanto all’ultimo posto. Infatti, al primo posto viene la prevenzione, al secondo la preparazione per il riutilizzo, al terzo il riciclaggio, al quarto il recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia e solo al quinto lo smaltimento. I precedenti governi italiani hanno di fatto capovolto questa gerarchia.

Non può essere sottaciuta la censura dei giudici europei nei confronti del governo italiano – quello guidato da Renzi – che non ha svolto la valutazione ambientale preventiva, che invece era tenuto a fare, quando ha previsto nel decreto di aumentare la capacità degli impianti esistenti e di costruirne di nuovi. Inoltre, la stessa Corte ha spiegato che il governo italiano poteva prevedere che gli inceneritori vanno considerati come “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale”, circostanza che sottrarrebbe di fatto il loro esercizio al controllo delle Regioni consentendo anche un aumento della loro capacità di trattamento dei rifiuti, ma ciò poteva avvenire soltanto dopo aver verificato che tale previsione non fosse incompatibile con le altre disposizioni delle direttive europee in materia, cosa anche questa che non è stata fatta.

“Città Nuova”, che da tempo ha chiesto ufficialmente al Prefetto di Isernia un incontro per parlare delle questioni ambientali della Piana di Venafro (richiesta che ad oggi non ha avuto alcun esito), ritiene che i parlamentari molisani, soprattutto quelli che sostengono l’attuale governo, debbano impegnarsi perché dal decreto “Sblocca-Italia” vengano cancellate quelle parti che rappresentano un potenziale e reale pericolo per la salute umana e per l’ambiente e che si cambi strada rispetto al passato, puntando su una politica di gestione del ciclo dei rifiuti che metta sempre al primo posto la prevenzione e la difesa della salute.

L’associazione, pertanto, esprime particolare fiducia negli esiti dell’incontro, che si è tenuto oggi, 9 maggio, presso il Ministero dell’ambiente, a cui hanno partecipato il sindaco di Venafro Alfredo Ricci, l’assessore Dario Ottaviano e l’onorevole Rosalba Testamento. Il peggioramento della qualità dell’aria, nel nostro territorio, e il proliferarsi di malattie cardiovascolari, polmonari e tumorali sono sotto gli occhi della cittadinanza venafrana. Sono necessari, di conseguenza, degli interventi mirati a tutela della salute pubblica e il perseguimento dello studio epidemiologico – eziologico.

IL PRESIDENTE DI CITTA’ NUOVA
Gian Marco Di Cicco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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