
ISERNIA – Claudia Cerulo, studentessa dell’I.S.I.S. Majorana-Fascitelli di Isernia ha vinto il terzo premio del Concorso internazionale “Uno nessuno e centomila“, che si svolge ogni anno ad Agrigento.
La consegna del premio per il corto teatrale intitolato “La scena“, è avvenuta venerdì scorso al Teatro Pirandello, alla presenza di Salvatore Mincione, Vincenzo Silvestri, Alessia Giallorenzo e Pasquale Marcucci, componenti della compagnia teatrale di cui fa parte la stessa Claudia. Assente la professoressa Giuseppina Faralli, che l’ha assistita nell’elaborazione del corto teatrale.
Il Concorso internazionale è una competizione tra studenti di tutto il mondo, uniti dalla passione per il teatro di Luigi Pirandello, chiamati a riscrivere in chiave teatrale una delle novelle pirandelliane. A consegnare i premi, tra gli altri, il sindaco di Agrigento Lillo Firetto, il direttore della Fondazione Teatro Luigi Pirandello Calogero Tirinnocchi e Roberto Nocella, consigliere di Legazione, Direzione Generale Promozione Sistema Paese – Capo Ufficio V del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Leonardo Guarnieri, archeologo di CoopCulture, oltre alla Commissione costituita da Beniamino Biondi, Stefania Ierna, Antonio Liotta, Diego Romeo e Anna Maria Scicolone. A condurre e a curare la regia sono stati il coreografo e performer Gabriel Glorioso e Marco Savatteri fondatore e direttore della Casa del Musical.
Il premio in ceramica è stato realizzato dal Maestro Domenico Boscia, docente dell’Accademia di Belle Arti Michelangelo di Agrigento. Grande emozione sul palcoscenico dove sullo sfondo scorrevano le immagini della rappresentazione.
Inequivocabile il giudizio della Commissione che ha decretato: “La rielaborazione in chiave metateatrale affronta tutte le tematiche dell’Opera pirandelliana. Il lavoro è accurato nella scrittura e rispetta anche il bisogno di reinventare, come previsto dal bando, senza tuttavia voler sconvolgere. Figura femminile diventa la moglie, ugualmente sfumata nei suoi tratti caratteriali, eppure incombente. I personaggi ripetono la scena, il regista conferma la loro finzione, e persiste perfino quel moto di ribellione e lo stridente contrasto dei Colloqui coi personaggi, a ulteriore conferma di un profondo rispetto dell’anima pirandelliana. L’immaginare una vita diversa, a Londra, nel Teatro, rende tutta la scena molto contemporanea”.
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