COMUNALI – Campobasso, verso il ballottaggio: appello per una città che ritorni ad essere sostenibile e funzionale

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CAMPOBASSO – Il governo della città. Nello scontro di uno “spareggio” Centrodestra-Cinque stelle mozzafiato. Che parte dal primo turno con il 39,71 % della candidata sindaco Maria Domenica D’Alessandro e dal 29,41% di Roberto Gravina.

Forze sciolte possibili alleati dell’uno o dell’altro che potrebbero costituire ago della bilancia per il risultato finale del ballottaggio del 9 giugno, il centrosinistra di Battista con il 25,85% e “Io amo Campobasso” di Paola Liberanome con il 4,66%.

Oltre 8.500 voti che potrebbero spostarsi per determinare la vittoria dell’una o del’altra coalizione. Dove quindi andrà il consenso che si è liberato dal primo turno? I Cinque stelle confermano che non faranno alcun apparentamento ufficiale pur sapendo che i voti del disgiunto certificati nel primo turno al candidato Gravina potrebbero far capire quale indirizzo ci potrebbe essere nella preferenza del candidato sindaco della città pur restando evidente che un’approssimazione ideale di condivisione programmatica e quindi su alcuni contenuti del programma per la città, non diciamo politica, è più allineata al centrosinistra. Così come crediamo che per “Io amo Campobasso” di Paola Liberanome  il 4,7 per cento ottenuto al primo turno, pur dichiarandosi di agire in campo neutro o lasciando libertà di scelta ai suoi elettori, sia un additivo di una cifra comunque importante nel caso si rimettesse in gioco per la scelta del risultato finale. Ma al di la di apparentamenti ora è il cittadino a giudicare concentrato sui due candidati su quello che garantiscono a giudicare il valore e la forza della loro personalità e di quelli già eletti sull’impegno e la serietà che hanno profuso nella loro vita professionale e politica al di là di inciuci e incroci personali amicali parentali e associativi di ogni genere. Qui si sceglie la persona che deve guidare amministrare e ricalibrare una città che ha bisogno di ritornare ad essere città capoluogo, citta ambientale sostenibile, del benessere, del verde bello e curato, dei servizi quelli minimi soprattutto per i cittadini più deboli, della sicurezza delle scuole e sociale etc e per tanto ci vuole una squadra di amministratori e un sindaco che amino non che prospettino, che amino, ripetiamo, e che  abbiano la passione l’ “ossessione” nel coltivare queste finalità e realizzare un  progetto di questo tipo. Si scelga e si faccia un vero e proprio contratto di governo locale con tutti, partiti  comitati e associazioni, prima di cominciare qualsiasi apparentamento nel caso ci fosse, a scadenza con veri e propri tagliandi di verifica operativa. Noi cittadini campobassani di fede di nascita appartenenti alle radici storiche anagrafiche e sociali della città siamo stanchi di ricevere e sentire promesse slogan e inutili proclami e continuare a vivere in un capoluogo che diventa sempre più anonimo incolore e senza prospettive.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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