BALLOTTAGGIO – Vincitori e sconfitti, tutti sono contenti. Nel centrodestra prossima analisi o resa dei conti

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CAMPOBASSO – Ballottaggio per il sindaco di Campobasso.

Roberto Gravina, Cinque stelle, esulta per la schiacciante vittoria agli spareggi di ieri, Maria Domenica D’Alessandro del centrodestra esponente della Lega, rileva subito a caldo che “parlare di sconfitta non mi piace, non mi sento sconfitta, sono contenta della campagna elettorale portata avanti in mezzo alla gente e del rapporto umano instaurato con i cittadini”, ma chissà cosa pensa adesso amente più fredda e con i dati acclarati tra le mani.

Il coordinatore regionale della Lega Luigi Mazzuto assessore esterno nella Giunta Toma a cui certamente proveranno a presentargli il conto nei prossimi giorni per questa inattesa e rovinosa caduta, dopo essersi prodigato a difendere la scelta della candidata sindaco, rileva di essere rimasti isolati come Lega nella campagna elettorale e questo lo dimostrerebbe il risultato di Termoli. Qui, infatti, dice Mazzuto in virtù di patti e condotte molto più chiare e finalizzate, il centrodestra ha vinto con Roberti di Forza Italia e la Lega ha ottenuto 4 seggi in Consiglio comunale. La mancata conquista dello scranno più alto di palazzo San Giorgio, invece, è un fallimento soprattutto dopo quanto è successo al primo turno. Quanto dice Mazzuto può essere anche vero se si considerano i voti incrociati con il disgiunto al primo turno e le escursioni dei votanti del centrodestra mischiatisi al centrosinistra o puntati sul candidato pentastellato. E’ innegabile però rilevare che il candidato sindaco della Lega non “ha bucato il video” come si suol dire in gergo mediatico televisivo.

Guardando infatti i numeri, sui 23.750 votanti ai 7.228 voti presi dalla D’Alessandro mancano quei 4 mila e passa voti del primo turno finiti nei 16.139 di Gravina che ha più che raddoopiato il bottino rispetto alla prima consultazione di 15 giorni fa.

Insomma scelte sbagliate all’interno del centrodestra, della Lega imputatasi nella parte preelettorale sul nome della D’Alessandro di chi ha voluto fare lo scambio dei candidati con Termoli assegnando qui al centrodestra un candidato forzista e nel capoluogo regionale un esponente della Lega non percorrendo un ragionamento più realista sulle possibilità di vittoria nell’uno e nell’altro caso con nomi messi sulla bilancia tenendo presente la loro resa elettorale per il loro appeal politico e di simpatia sulla gente  Resta, infatti, evidente che se si fossero meglio ponderate le due situazioni attraverso l’analisi e la valutazione di persone capaci di orientare e trascinare meglio il voto sicuramente quest’ultimo sarebbe stato diverso. Il dato di ieri non è stata una sorpresa per noi addetti ai lavori. L’avevamo respirato da giorni quest’aria di cambiamento,  il candidato Gravina, poi, ha raggiunto il cuore e la pancia dei campobassani con uno stile sempre pacato sobrio calibrato senza mai sconfinare in un populismo volgare e inutile. In modo sistematico ha distribuito e diffuso al meglio con tutti le sue energie umane improntate ad una evidente e convincente capacità comunicativa.

Ora nel centrodestra si attendono veri e propri esami.

Il presidente Toma ha perso una grossa occasione quella di avere un sindaco dalla sua parte il sindaco della città capoluogo e non uno scherzo e tanto sarà un punto di discussione anche all’interno della sua maggioranza e nel governo della sua Giunta.

Mazzuto “senza Terra” o meglio senza consiglieri in Regione e con la scottatura di una bruciante disfatta sarà messo in discussione da Toma? Noi diciamo di no.

Il presidente della Regione in un momento di grande difficoltà politica personale in un sistema nazionale dove la Lega fa la parte del leone e dove lo stesso presidente Toma cerca puntualmente alleati di Governo che possano dar voce e concretezza alla riprogrammazione e ripartenza del Molise sicuramente non pensa minimamente di porsi contro Salvini adottando provvedimenti di rimpasto della Giunta diretti soprattutto a Mazzuto a patto che la fiducia del “Capitano” leghista  dopo la batosta di Campobasso sia rimasta a favore di Mazzuto quella di tre giorni fa.

Le acque sono agitate anche in Forza Italia dove l’europarlamentare Aldo Patriciello vuole anche lui un faccia a faccia a più volti  su quello che accade nel centrodestra nella stessa maggioranza di palazzo Vitale dove le anime più critiche Pallante Iorio unitamente alle donne consigliere donne Calenda e Romagnuolo bussano a chiarimenti sul prosieguo dell’azione politica e amministratriva.

Vedremo nelle prossime ora cosa accadrà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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