VENAFRO – Santi Martiri, il Sindaco Ricci consegna le chiavi della città al Vescovo Cibotti

stampa digitale pubblicità black&barry venafro
officina venafro power car
ristorante il monsignore venafro
eventi tenuta santa cristina venafro
Assicurazioni Fabrizio Siravo

VENAFRO – Solenne Pontificale all’insegna del rito della consegna dei ceri e delle chiavi della città da parte del sindaco Alfredo Ricci al vescovo della diocesi Mons. Camillo Cibotti.

Il discorso del primo cittadino – il secondo dopo l’esordio dello scorso anno – è stato improntato tutto all’insegna della difesa degli “ultimi”.

Il vescovo di Isernia-Venafro, quindi, nel suo discorso ha affrontato vari temi di stringente attualità per la piana di Venafro ponendo con forza l’accento sull’ambiente e sulla natura, invocando sforzi affinché si renda l’aria salubre.

Mons. Cibotti ha spronato poi le autorità politiche presenti in prima fila – soprattutto gli amministratori regionali – a prestare attenzione al delicato tema dell’emigrazione. Il vescovo ha invitato i giovani a seguire l’esempio del martirio come Nicandro, Marciano e Daria, e restare nel territorio per costruire una “nuova società”. Nuova società fondata sul rispetto dell’ambiente e della natura donati da Dio. “Venafro e il Molise potrebbero essere un Paradiso terrestre”.

Cibotti ha inoltre puntato il dito contro le aziende che badano solo al profitto. Ai genitori ha chiesto di educare i figli ai valori e di guidarli non verso il guadagno ma verso la loro realizzazione.

Il vescovo ha pure evidenziato come le festività in onore dei Santi Martiri così sentite dalla comunità locale siano conosciute ben oltre i confini molisani, “in Abruzzo, in Campania, nelle Puglie si parla più di San Nicandro, Marciano e Daria che di San Pietro Celestino…”.

Dopo il Solenne Pontificale l’attenzione dei venafrani è ora concentrata per la Solenne Processione in programma domani sera alle 20 dalla Basilica di San Nicandro verso la Chiesa dell’Annunziata. Il corteo religioso, come da tradizione, attraverserà le vie della città e ad ogni “tappa” verrà recitato l’Inno di San Nicandro.

In serata invece, per il lato ricreativo, il programma prevede il concerto dei Nomadi in piazza Falcone e Borsellino (ex piazza Stazione).

Il saluto del sindaco Alfredo Ricci

17 GIUGNO 2019
Eccellenza Reverendissima, le formulo i saluti miei personali e del popolo venafrano che ho l’onore di rappresentare, ringraziandola per l’impegno incessante che la Chiesa locale, attraverso l’opera pastorale di Sua Eccellenza e di tutti i parroci, dedica alla cura e alla crescita della nostra comunità.
Rivolgo un saluto a tutte le Autorità Civili e Militari, nonché ai presbiteri concelebranti, che con la loro presenza alla cerimonia odierna tutti confermano la loro attenzione speciale alla nostra città nei giorni in cui la fede verso i Santi Martiri rende più intensi i sentimenti di venafranità.
Un saluto e un ringraziamento vanno al Rettore di questa Basilica e Padre Guardiano del convento e, con lui, all’intera famiglia cappuccina, per l’opera umile e paziente che svolgono ogni giorno quali custodi di questi luoghi sacri e motore propulsivo delle tante attività che alimentano e rendono sempre viva la fede dei Venafrani verso i Santi Martiri.
Saluto tutti i Venafrani, che con la loro presenza a questa cerimonia, sempre uguale nella sua liturgia, ma nel contempo capace sempre di rinnovarsi ogni anno nella linfa che ne deriva per la fede popolare e autentica verso i Santi Martiri, confermano il legame speciale, a tratti un unicum, tra la chiesa locale e la nostra comunità.
****
È il secondo anno che ho l’onore di presenziare a questa cerimonia nella veste di rappresentante della Città di Venafro.
Nei giorni scorsi, mentre riflettevo sulle parole da pronunciare oggi, in questo che sento come uno dei momenti più significativi nel corso dell’anno per chi rivesta l’ufficio di Sindaco di questa bellissima città, mi sono reso conto di quanto il discorso del secondo anno possa essere più insidioso del primo.
Rileggendo il mio intervento dello scorso anno, vi ho potuto percepire l’entusiasmo per l’impegno che stava iniziando, vi erano state da pochi giorni le elezioni comunali, e, quindi, le attese e l’impazienza per il lavoro da avviare.
Il discorso del secondo anno vuole essere quello della consapevolezza; consapevolezza delle difficoltà che ogni giorno si incontrano sulla strada dell’amministrazione pubblica; consapevolezza di quanto possa risultare impervio il percorso attraverso cui si perviene a dare risposte alle esigenze dei cittadini; consapevolezza di quanto sia improbabile fare tutto e subito, essendo i tempi amministrativi diversi rispetto ai tempi di una casa privata.
Per questo, Eccellenza, anche oggi rinnoviamo il nostro affidamento all’intercessione dei Santi Martiri, affinché, sul loro esempio, possiamo sempre essere all’altezza della responsabilità che ci è stata consegnata dai Venafrani.
Vi è oggi, però, anche la consapevolezza che in questo primo anno si è tracciato il percorso da seguire per la cura dell’interesse pubblico, un percorso che ha un orizzonte temporale di cinque anni rispetto agli obiettivi amministrativi da raggiungere.
Vi è tanto entusiasmo e sentiamo tutti i giorni la vicinanza dei Venafrani, che ci esortano, ci incoraggiano, ci sostengono, e che per questo ringrazio.
Per usare le parole evangeliche riprese da Papa Benedetto XVI al momento della sua elezione al soglio pontificio, cerchiamo di vivere il ruolo di amministratori della cosa pubblica come umili operai nella vigna del Signore, coniugando così il ruolo istituzionale quale umile servizio verso i nostri concittadini.
Ogni azione posta in essere intende promuovere la persona.
In particolare, l’attenzione al sociale non è semplicemente un settore dell’Amministrazione, bensì costituisce la costante di ogni azione.
Facendo proprio il messaggio di Papa Francesco della Chiesa come ospedale da campo, crediamo che anche nell’Amministrazione della cosa pubblica l’agere amministrativo debba caratterizzarsi per l’ascolto in primo luogo di chi non ha voce.
Ogni Sindaco, Eccellenza, è a modo suo una sorta di confessore.
Dal Sindaco ci si reca per qualunque esigenza, sia o meno di sua competenza; e al Sindaco spesso ci si affida nel momento in cui non si sa più a chi affidarsi.
Quante volte in questo anno mi sono sentito rivolgere le parole: “Se un Sindaco vuole, può fare tutto”.
Probabilmente, chi pronuncia queste parole sa bene che non è così, che un Sindaco vorrebbe tutto, ma non può tutto; anzi sono sempre maggiori e a tratti insopportabili i limiti, spesso espressione di una burocrazia senza logica, che i Comuni incontrano tutti i giorni nella loro missione di dare servizi ai cittadini.
E, tuttavia, in questo speciale affidamento dei cittadini con cui tutti i giorni mi confronto, colgo l’occasione, lo spunto e la responsabilità per fare quelle piccole ma efficaci cose, che
Papa Francesco ci insegna che debbano essere sempre valorizzate come mezzo per rendere centrale l’attenzione agli ultimi.
È questa la forma di accoglienza verso i meno fortunati che, da Sindaco di Venafro, sento la responsabilità di attuare per i miei concittadini.
Per chi è abituato a guardare all’impegno amministrativo anche in una prospettiva di fede, la cura dell’interesse pubblico in questo meraviglioso sistema istituzionale che è la nostra Repubblica è la più alta forma di carità, come insegnava Papa Paolo VI.
****
Come si coniuga tutto ciò nella cerimonia di questa mattina?
La partecipazione di ogni Venafrano alla odierna cerimonia vuole essere l’occasione per immergersi nella passione di questi tre personaggi storici, Nicandro, Marciano e Daria, e così intraprendere ciascuno il proprio cammino quotidiano all’insegna del messaggio lasciato dai Santi Martiri che ci perviene dalla tradizione della Chiesa locale, oggi qui rappresentata, e dall’impegno pastorale del suo Vescovo.
Questi luoghi sacri costituiscono il crocevia per ogni venafrano.
In questi luoghi i Venafrani vengono nei momenti di gioia come in quelli di difficoltà.
Questi luoghi sono custodi delle esperienze, delle emozioni, dei sentimenti che i Venafrani, attraverso le loro preghiere, pongono nelle mani e nell’intercessione dei Santi Martiri.
È notorio l’orgoglio con cui i Venafrani vivono la fede verso San Nicandro, San Marciano e Santa Daria; un orgoglio che talora può apparire eccessivamente ostentato, ma che si fonda sempre su una fede autentica e spontanea.
In nome di questa fede, tra pochi minuti la Città di Venafro, attraverso il suo Sindaco, consegnerà nelle mani del Vescovo le chiavi della città e i ceri, a simboleggiare l’appartenenza della nostra comunità ai Santi Martiri.
Non è una banale forma di sottomissione, bensì è una liturgia che profuma di affidamento della nostra Città alla protezione e all’intercessione dei Santi Martiri, attraverso il Vescovo, che è la continuità del messaggio cristiano nella Chiesa locale.
Eccellenza, in queste chiavi e in questi ceri che sto per consegnarle, ci sono tutte le difficoltà, le ansie e le preoccupazioni dei miei concittadini: quelle dei giovani che non riescono a realizzarsi lavorativamente e, quindi, neanche come donne e uomini; quelle dei padri di famiglia che troppo spesso si ritrovano senza potere garantire un’adeguata stabilità economica ai propri figli; quelle delle persone che vivono un momento di difficoltà per problemi di salute o che più semplicemente si sentono sole.
Tutto questo affido a nome della Città di Venafro alla protezione e alla intercessione dei Santi Martiri.
Da parte nostra, ogni Venafrano saprà far sì che questa appartenenza e questo affidamento non si risolvano in uno stantio rito, bensì si traducano in azioni ordinarie, piccole o grandi che siano, con cui ognuno, per il ruolo che riveste nella famiglia, nel lavoro, nella società, sappia attualizzare e concretizzare il messaggio di coerenza e di fede che ci viene dai Santi Martiri.
In questo senso, sono convinto che i riti non siano soltanto un ossequio alla tradizione, ma possano e debbano essere vissuti in maniera dinamica, come occasione per riflettere e ripartire.
Ecco, la cerimonia di oggi deve consentire a ognuno di noi di ripartire per coniugare nella vita di tutti i giorni il messaggio dei Santi Martiri.
Viva Venafro!
Viva i Santi Martiri! Grazie.
Alfredo Ricci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Facebooktwittergoogle_plusmail

pubblicità »

gomme invernali renella venafro
orecchini e pendenti faga gioielli
KARTOSTIYLE Venafro
Gabetti agenzia Venafro
Colacem
orecchini e pendenti faga gioielli
Gabetti agenzia Venafro
Colacem
gomme invernali renella venafro
KARTOSTIYLE Venafro

Scopri il Molise »

Lago Castel San Vincenzo
Monforte
Termoli
Altilia
Liscione
Pietrabbondante

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

PUBBLICITA’

pubblicità »

gomme invernali renella venafro
orecchini e pendenti faga gioielli
KARTOSTIYLE Venafro
Gabetti agenzia Venafro
Colacem
orecchini e pendenti faga gioielli
Gabetti agenzia Venafro
Colacem
gomme invernali renella venafro
KARTOSTIYLE Venafro

Scopri il Molise »

Lago Castel San Vincenzo
Monforte
Termoli
Altilia
Liscione
Pietrabbondante

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

Aziende in Molise »

  • Bike4You

    BIKE 4 YOU

    by on
    Bike 4 you Via Sant’Ormisda, 88/90 – 86079 Venafro (IS) Telefono 0865 902250 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Forte Carni E Salumi La Porchetta

    FORTE CARNI E SALUMI LA PORCHETTA

    by on
    “Forte” Carni E Salumi La Porchetta Via Atinense, 86077 Pozzilli (IS) 371 3358072 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • La Taverna di Camillo

    LA TAVERNA DI CAMILLO

    by on
    La Taverna di Camillo Via Maria Pia di Savoia, 125 – 86079 Venafro (IS) Telefono 342 1267431 © RIPRODUZIONE RISERVATA
  • DIMENSIONE SPORT

    by on
    Dimensione Sport Corso Campano, 173 – 86079 Venafro (IS) Telefono 0865 902217   © RIPRODUZIONE RISERVATA
error: