REGIONE – In un’aula semivuota non passa la sfiducia all’assessore Mazzuto

Luigi Mazzuto
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CAMPOBASSO – Ripescano a fine giornata una mozione di sfiducia all’assessore al lavoro Mazzuto ma quest’ultima non passa a serata inoltrata in Consiglio regionale perché in aula quasi deserta i dieci si raccolti non bastano per mancanza del numero legale.

Un provvedimento presentato a febbraio dalle due consigliere regionali Aida Romagnuolo e Filomena Calenda sottoscritto dal Pd e dai Cinque stelle, che comunque non ha trovato d’accordo quest’ultimi sulla modalità e la tempistica di presentazione, assenti sia il presidente Toma che l’assesssore Mazzuto.

La modalità non è piaciuta e quindi è stata rappresentata in aperta polemica con le presentatrici dell’atto in aula soprattutto dal segretario del Pd e consigliere regionale Facciolla che aveva già abbandonato il Consiglio e raggiiunto il suo paese San Martino in Pensilis poi richiamato in aula dalla capogruppo Fanelli e su questo a quanto pare non ci sia  stata una convergenza con la sua collega di scranno e di partito  sia per l’adesione alla votazione sia sul modo di comportamento politico sulla vicenda per l’assenza degli interessati.

Facciolla ha tra l’altro evidenziato, poi, come sia la Romagnuolo che la Calenda in mattinata non abbiano votato la mozione sulle nomine della Molise Dati che il Pd aveva portato avanti in aula. Anche i Cinque stelle hanno avanzato dei distinguo  sulla mozione di sfiducia comuque non arretrando sui giudizi circa l’operatività e i risultati dell’assessorato Mazzuto, mentre la maggiorparte della maggioranza aveva abbandonato da tempo la sede del Consiglio regionale.

Una sfiducia, quindi, che in concreto non avrebbe avuto alcuna ripercussione pratica sulla Giunta ma soltato un valore politico che da qui potrebbe permettere di fare ancora di più quadrato intorno allo stesso Mazzuto. Rimane evidente che in una situazione politica di estremo incertezza  venutasi a creare nella governance della Regione sia in Consiglio che in Giunta e dei fragili rapporti con il Governo nazionale, il presidente Toma tenti di tenere nell’esecutivo lo stesso Mazzuto e moderi ogni tentativo di malcontento soprattutto nella sua maggioranza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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