SANITA – Tre buoni motivi per tenere in vita i Punti nascita. Toma e Facciolla in conferenza stampa

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CAMPOBASSO – Cancellazione punto nascita al San Timoteo di Termoli. Comunicazioni a distanza.

Due conferenze stampa domattina quasi in contemporanea.

Una a Campobasso nella sede della Giunta regionale in via Genova dove il presidente Toma evidentemente dopo il terremoto scatenatosi ieri quando lui era a Bruxelles e per la ufficializzazione della scomparsa del reparto di neonatologia dal primo luglio e per la presunta nota inviata dalla ministro Grillo sul “baratto” tra Termoli e Isernia smentito poi dalla conferenza stampa del diggi dell’Asrem Sosto e del commissario ad acta Giustini,

la seconda al porto di Termoli convocata dal segreterio del Pd e consigliere regionale Vittorino Facciolla. Quest’ultimo in carica quale vicepresidente della Giunta regionale fino al 22 sprile dello scorso anno nega ogni provvedimento di salvataggio dell’uno a danno dell’altro quando era in carica il governo Frattura e minaccia interrogazioni parlamentari accessi agli atti denunce insomma vuole sapere fino in fondo chi e se ci sono responsabilità che hanno determinato una conclusione di questo tipo. Qualche considerazione.

La prima. Si sapevano da un pezzo la natura e quindi i contenuti di tale problema, perché non si è concertato e programmato e intervenuto mediando con il territorio le istituzioni in modo da non trovarsi in questa situazione?

La seconda, ma questa non  interessa alcuno. Togliere il punto nascita a Termoli sebbene come dicono manchino gli standard sufficienti per tenerlo in funzione specialisti in primis e pazienti, significa aumentare la mobilità passiva che già esiste tantissimo sulle spalle della contabilità della sanità locale, 80 milioni di euro, vuol dire pagare le altre Regioni dove i cittadini molisani si fanno curare e assistere. Ho sentito che le donne vanno a partorire fuori e bisogna interrogarsi perché. Ma ci sono quelli che debbono sovraintendere organizzare a tanto e rispondere di questi dubbi si o no ? Vogliamo ricordare, poi, e ci rivolgiamo a chi amministra la sanità locale, che i punti nascita sono servizi di qualità di eccellenza e vanno curati manutenuti predisposti come tali investendo e traendone risorse. L’accoglienza per la nascita è altra cosa rispetto ai rimanenti reparti che pure esistono negli ospedali e come tali vanno organizzati e programmati nel personale e nella logistica per renderli attrattivi al massimo e ricavarne mobilità attiva o servizi aggiuntivi supplementari  al contrario di quanto accade in Molise. Cominciamo a guardare anche più in alto!

La terza considerazione. Il punto nascita è una sorta di pronto soccorso sui generis ma specialistico. Che può salvare anche qui vite umane o ridurre i margini di rischio per madri e nascituri se tenute vicini ai centri abitati e qui parliamo di Termoli una città prossima ai 35 mila abitanti! Conclusione non vanno chiusi. I tagli e i sacrifici si facciano per altro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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