SANITA’ – Toma svuota il sacco, il Governatore spiega per filo e per segno quanto sta succedendo

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CAMPOBASSO – Per il momento non ci sono altre soluzioni. Il Punto nascita del San Timoteo di Termoli rimane chiuso.

E’ quanto si rileva dalla conferenza stampa tenuta stamane dal Governatore Toma che annuncia l’invio di una lettera ai Ministeri Grillo e Tria e per conoscenza al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giorgetti, e l’incontro con quest’ultimo del 2 luglio alle ore 16,00 dietro appuntamento già concordato.  Nella missiva viene confutata la procedura adottata per la cancellazione del Punto nascita dell’ospedale termolese scartando, invece, la strada del Piano sanitario che la Regione deve ancora approvare dove certamente si sarebbe trovata una soluzione al problema. Anche perché da quanto ha illustrato Toma l’area del Basso Molise secondo una statistica condotta sul posto, presenta una domanda di circa 600 parti annui e questo vuol dire che oltre duecento mamme attuano la mobilità passiva andando a partorire soprattutto a Vasto e a San Giovanni Rotondo. Quini una prima azione da fare sarebbe quella del recupero della fiducia delle partorienti e della riconfigurazione professionale logistica e del personale all’interno del Punto nascita.

Il Governatore poi ricorda che una soluzione era stata proposta su Vasto in vista di una possibile smantellamento del servizio al San Timoteo. Infatti si pensò mesi addietro di attrezzare e ampliare il  Punto nascita vastese dove le donne del Basso Molise avrebbero le migliori condizioni per portare al mondo nuovi nascituri in cambio di un Reparto di Emodinamica interterritoriale da impiantare a Termoli per un utilizzo più diffuso tra Abruzzo, riguardante l’alto chietino, e il basso Molise. Quindi, per il momento si ragiona su ipotesi più a lunga gittata ma crediamo che possibilità di ripristino il Reparto nascite al San Timoteo siano quasi nulle, sebbene prossimi incontri e programmate proteste.

Nessun baratto con Isernia è stato fatto per salvare quest’ultimo a affossare il punto nascita di Termoli. Ha osservato poi il presidente della Giunta regionale. Il problema di Termoli già era noto da mesi e i tavoli tecnici romani avevano deciso il provvedimento di oggi mentre la Regione aveva prorogato e rinviato la decisione attuale arrivata al tempo massimo e quindi al capolinea ufficiale.

Ovviamente il discorso non poteva non toccare il rapporto tra i Commissari Giustini e Grossi e lo stesso Governatore sempre pessimi da un punto di vista tecnico e del confronto amministrativo. Toma ha ripetuto di non voler avere confronti che con chi è arrivato in Molise per spazzare via tutto quanto in qualche maniera gli è suggerito dai Ministeri delle Finanze e sanità su cui oggi si intravedono alcuni ravvedimenti anche da parte di quest’ultimi, preferendo interloquire con la parte politica romana che rappresenta la sede della programmazione e degli interventi da realizzare. E qui è venuto fuori la questione dei 4,251 milioni di euro provenienti dalla fiscalità regionale da destinare al bilancio o meglio all’estinzione dei debiti della sanità che secondo Giustini non sarebbero stati messi per quest’ultimo fine dal governo Toma.

Il Governatore ha spiegato per filo e per segno quanto è successo sulla basse di norme leggi e decreti e atti della Giunta dimostrando quanto inutile sia stato il ricorso alla Corte dei Conti di Giustini che non avrebbe competenza su quanto poichè la somma di derivazione fiscale in discussione comunque poteva essere collocata nel Bilancio regionale e da qui prelevata per girarla sui conti della sanità come è stato fatto.

Ma in tutta questo “baillame” Toma ritiene che i Cinque stelle abbiano soffiato molto sul fuoco a Roma presso i Ministeri di competenza mettendo in cattiva luce il governo regionale e da qui le difficoltà da parte del Molise di raggiungere alcuni obiettivi in sanità come su altri settori. Sulla funzione e sulla nomina dei Commissari ad acta per la sanità sottratti ai presidenti delle Regioni, ovviamente a quelle in Piano di rientro, il Governatore del Molise sottolinea che è stato istituito solo il commissariamento sanità esterno al Molise. Per le Regioni in Rientro,  la Calabria, infatti, già lo aveva in carica, mentre nel Lazio e in Campania i presidenti Zingaretti e De Luca continuano ad essere Governatori e Commissari ad acta in Conferenza Stato Regioni .

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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