
CAMPOBASSO – Nel giorno in cui la discussione in Consiglio regionale doveva essere concentrata sulla cancellazione del punto nascita di Termoli unitamente alle azioni da condividere e assumere per la sospensione del provvedimento e sul destino dei lavoratori in mobilità in deroga, in Consiglio a protestare, senza lavoro e senza prospettive neppure per la cig, la questione politica di Mazzuto, assessore si assessore no, paralizza i lavori di un assemblea consiliare che ormai sembra paralizzata da un’incertezza e confusione molto evidenti.
I Cinque stelle sottolineano lo stato di disagio e di imbarazzo del governo regionale che oltre ai suoi problemi interni di maggioranza subisce una contestazione continua e molto rude all’esterno delle sedi istituzionali da parte di sindacati Comitati e lavoratori che non vedono certezza di alcun tipo.
I portavoce dei Cinque stelle al Consiglio regionale su tanto sottolienano.
“Due ore di attesa per una seduta di Consiglio durata un paio di minuti: il tempo di permettere al governatore Toma di recitare il proprio epitaffio politico. Il ritardo della riunione del Consiglio regionale di oggi è stato dettato soltanto dal tentativo disperato di trovare una quadra che non esiste, più o meno, dal giorno successivo alle elezioni. Mazzuto che annuncia le dimissioni da assessore alle Politiche del Lavoro, Toma che chiede il ritiro della mozione di sfiducia, il consigliere della sua maggioranza Aida Romagnuolo che invece ne chiede la discussione, il patetico voto finito 10 pari che impedisce la discussione della sfiducia, il presidente del Consiglio regionale Micone che aggiorna la seduta di 10 giorni. Atti, azioni, decisioni, parole di un governatore incapace di tenere insieme la sua maggioranza, di un centrodestra dilaniato al proprio interno, niente di più. Il tutto, a prescindere dalla fine politica che farà Mazzuto e a un solo anno dalla proclamazione del governatore.
Oggi il MoVimento 5 Stelle si era presentato in Consiglio con 31 atti già iscritti all’ordine del giorno e con un atto da iscrivere: quello sul punto nascita del San Timoteo di Termoli. In Aula c’erano anche gli ex lavoratori di Zuccherificio e Ittierre che attendevano risposte, molte delle quali contenute nella nostra interrogazione sul bando per lavori di pubblica utilità. Un bando bluff divenuto un bando fantasma, ora scomparso nel nulla. Invece ci hanno impedito di parlare di qualsiasi cosa. È impensabile e imbarazzante dover mettere in secondo piano i problemi, la disperazione dei cittadini per inettitudine politica o, peggio, per vuoti giochi di potere.
In questo modo il Consiglio regionale diventa inutile. Il Molise è fermo e la Giunta è avvitata su sé stessa, non presenta proposte di legge, non ha idee, non ha concretezza, vivacchia tra un mal di pancia e l’altro. Solo due giorni fa i dati Istat hanno confermato il pauroso spopolamento in atto. Ebbene, il governatore e la sua maggioranza non stanno facendo altro che accompagnare fuori regione migliaia di cittadini.
Oggi, però, l’amministrazione Toma è giunta al capolinea; tutto ciò che succederà d’ora in poi sarà un lento trascinarsi verso la fine della legislatura che è plausibile pensare sarà abbastanza breve. I cittadini che lo sperano sono sempre di più. Il governatore ne prenda atto e ponga fine a questo stillicidio politico e amministrativo.”
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