SANITA’ – Di Marzio commissario ad acta? Cefaratti fa “pubblica ammenda”

Gianluca Cefaratti
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MOLISEGianluca Cefaratti fa “pubblica ammenda”. Proprio così. Il consigliere regionale di Orgoglio Molise aveva (un pò provocatoriamente) infatti proposto quale Commissario alla sanità il senatore 5 Stelle e medico Di Marzio.

“Nella lunga querelle che aveva preceduto la nomina del Commissario ad acta mi ero espresso in maniera chiara e netta: il ruolo doveva spettare al Presidente della Regione per una serie di motivi che avevo chiarito e argomentato. Visto però il muro di gomma innalzato dal M5S, e in particolare dai due rappresentanti nazionali Federico e Di Marzio che si sono strenuamente battuti affinché il ruolo fosse affidato ad un esterno a prescindere da tutto, proposi proprio il nome del Senatore; medico, molisano, già Direttore sanitario del Cardarelli e quindi teoricamente, molto teoricamente, in possesso di tutti i requisiti per svolgere quella funzione: molisanità, radicamento nel territorio, lunga esperienza maturata sul campo e quindi ampia conoscenza di tutte le peculiari criticità della nostra Regione. Era la mia una provocazione – spiega Cefaratti -, ma fino a un certo punto. Oggi leggo le sue deliranti dichiarazioni a proposito della chiusura del Punto Nascita dell’ospedale di Termoli: “Più di un ospedale non è pensabile. Siamo 300mila abitanti, ci toccherebbe mezzo ospedale!”. La sua posizione è quindi chiara e inequivocabile: eccezion fatta per il Cardarelli di Campobasso, tutti gli altri presidi regionali vanno chiusi. Parole e musica di chi è stato delegato dai cittadini molisani a rappresentare e soprattutto difendere i propri diritti. Ed è una posizione che stride in maniera netta con quella dei Consiglieri regionali del suo stesso partito presenti in massa a Termoli per manifestare la propria contrarietà al provvedimento”.

Secondo il consigliere regionale “è una discrasia che non può sfuggire. Ora, io non so se questa esternazione sia dovuta all’ondata di caldo particolarmente intensa di questi giorni, se sia dovuta alle distrazioni che la Dolce Vita della Capitale riserva ai suoi ospiti oppure se davvero il Senatore Di Marzio pensi che un solo ospedale sia sufficiente in una Regione dissestata in maniera drammatica dal punto di vista infrastrutturale e morfologicamente particolare come la nostra. Un ripasso dell’art. 32 della Costituzione: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, che dovrebbe conoscere a memoria, gli farebbe comunque bene. Ad ogni modo, faccio pubblica ammenda e ritiro tutto quanto, provocatoriamente, avevo detto: il Senatore Di Marzio non sarebbe assolutamente in grado di svolgere il ruolo di Commissario. Per quello di Senatore ci affidiamo al giudizio della storia”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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