PRO VENEZUELA – Chiesta la cittadinanza italiana per gli oriundi

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CAMPOBASSO – Oltre alla disperazione per aver perso tutto in Venezuela e quindi la fuga in Italia e in Molise dove hanno dovuto trovare riparo o casa presso parenti e amici o sollecitare la buona umanità di alcuni amministratori che si sono comunque messi a disposizione di gente che è rientrata nei paesi d’origine dal Venezuela, hanno anche la beffa qui in Italia di non vedresi riconosciuti  quei titoli di studio soprattuitto medici e ingegneri che potrebbero servire alla causa locale.

Di questo e altro si è parlato in una vivace assemblea del Comitato Molise Pro-Venezuela promossa dall’Associazione “Giuseppe Tedeschi” a Campobasso presso la Chiesa San Pietro il 13 luglio u.s. alla presenza di poco meno di un centinaio di italo-venezuelani rientrati in Molise recentemente, e di diversi rappresentanti istituzionali tra cui il Senatore Fabrizio Ortis e il Sindaco di Toro (CB) Roberto Quercio.

Le questioni emerse nel corso dei molteplici interventi che si sono susseguiti hanno evidenziato la necessità che le Istituzioni Italiane pongano una maggiore e più concreta attenzione a questa emergenza umanitaria approntando gli stessi provvedimenti adottati agli inizi del 2000 per fronteggiare la crisi argentina tesi ad agevolare il riconoscimento della cittadinanza italiana agli oriundi (1.800.000) che ne fanno richiesta visto che solo 150 mila sono i connazionali con passaporto residenti in Venezuela.

Solo negli ultimi mesi sono arrivati in Molise decine di specialisti (medici, ingegneri, commercialisti, docenti universitari, informatici, anatomo-patologi, ecc.), che stante le difficoltà summenzionate sono stati obbligati a spostarsi in Cile, in Spagna, in Inghilterra, in Germania e altri Paesi. Perdere simili competenze è un oggettivo danno per l’Italia e in modo specifico per una regione in difficoltà come il Molise (si pensi solo alla carenza di medici e alla paradossale situazione che chi arriva dal Venezuela è impossibilitato ad esercitare la professione mentre se si sposta a Barcellona viene assunto immediatamente in ospedale).

Il Comitato Molise Pro-Venezuela si appella alle Istituzioni Nazionali, Regionali e Locali perché raccolgano le conclusioni del CGIE, l’appello del Dott. Nello Collevecchio e le sollecitazioni già avanzate e formalizzate in più note all’attenzione del Ministero degli Esteri, delle Commissioni Parlamentari e delle Regioni e dei Comuni.

In conclusione dei lavori l’assemblea ha preso atto positivamente dell’approvazione della legge regionale n.4 del 10.05.2019 con cui all’art.25 si dispone un primo intervento per l’emergenza umanitaria in Venezuela ma al fine di non rinviare sine die gli effetti pratici di tale normativa, si sollecita la stessa Amministrazione Regionale a velocizzare il trasferimento dei 30 mila euro deliberati ai 136 comuni molisani dando priorità a quelle località maggiormente interessate al fenomeno del rientro ed evitando di circoscriverne l’applicazione di dubbia costituzionalità ai solo cittadini di origini molisane.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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