
MOLISE – Si chiama “Fibro non ti temo” ed è il gruppo Facebook creato da una donna molisana che vuole istituire una rete per far conoscere questa malattia e scambiarsi informazioni.
“Mi presento: sono Giovanna, ho 36 anni e convivo con la fibro da circa 12 anni. Ho deciso di creare questo gruppo per far sì che tutte/i noi possiamo confrontarci e soprattutto incoraggiarci… Sì, dico darci forza e coraggio a vicenda perché ne abbiamo bisogno e solo così possiamo vivere la nostra vita in maniera dignitosa!”, è la presentazione della pagina.
Quindi, Giovanna spiega che “la sindrome fibromialgica è una forma comune di dolore muscoloscheletrico diffuso e di affaticamento (astenia) che colpisce approssimativamente 1.5 – 2 milioni di Italiani. Il termine fibromialgia significa dolore nei muscoli e nelle strutture connettivali fibrose (i legamenti e i tendini). Questa condizione viene definita “sindrome” poiché esistono segni e sintomi clinici che sono contemporaneamente presenti (un segno è ciò che il medico trova nella visita; un sintomo è ciò che il malato riferisce al dottore)”.
La fibromialgia – si legge – è una sindrome attualmente considerata reumatica idiopatica e multifattoriale che causa un aumento della tensione muscolare, specie durante l’utilizzo degli stessi muscoli, ed è caratterizzata da dolore muscolare e ai tessuti fibrosi (tendini e legamenti) di tipo cronico – diffuso, fluttuante e migrante – associato a rigidità, astenia (calo di forza con affaticabilità), disturbi cognitivi, insonnia o disturbi del sonno, alterazioni della sensibilità agli stimoli.
Negli ultimi 10 anni, la fibromialgia è stata meglio definita attraverso studi che hanno stabilito le linee guida per la diagnosi. Questi studi hanno dimostrato che certi sintomi, come il dolore muscoloscheletrico diffuso, e la presenza di specifiche aree algogene alla digitopressione (tender points) sono presenti nei pazienti affetti da sindrome fibromialgica e non comunemente nelle persone sane o in pazienti affetti da altre patologie reumatiche dolorose.
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