CAMPOBASSO – Barriere architettoniche, il Comune rilancia le opportunità per eliminarle negli edifici privati

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CAMPOBASSO – Barriere architettoniche, il Comune di Campobasso intende rilanciare all’attenzione della cittadinanza le opportunità offerte dalle forme di contributo per il superamento e la loro eliminazione.

La legge 9 gennaio 1989 n 13 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati” prevede per la realizzazione di opere dirette al superamento e all’eliminazione di tali barriere, dei contributi a fondo perduto con le modalità di cui al comma 2 dell’art. 9 della suddetta legge.

La legge11 dicembre 2016 n 232 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017 – 2019“ ha previsto (art 1, comma 140) l’istituzione presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di un fondo destinato, in parte, all’eliminazione delle barriere architettoniche.

La Regione Molise ai sensi della legge n. 13/89, art.9 ha previsto dei contributi a fondo perduto per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, nella misura prevista dal suddetto art 9:

Hanno diritto al contributo con le procedure determinate dagli artt 10 e 11 legge 13/89: le persone disabili con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti, ovvero quelle relative alla deambulazione e alla mobilità;coloro che hanno a carico i citati soggetti;i condomini in cui risiedono le persone disabili, per opere relative alle parti comuni.

Non hanno, invece, diritto al contributo le persone disabili che: presentano menomazioni e/o limitazioni funzionali temporanee; non hanno la residenza anagrafica nell’immobile oggetto di intervento; cambiano la residenza dopo aver presentato la domanda e prima di aver effettuato i lavori; richiedono il contributo per eseguire i lavori di “accessibilità” (come definiti dalla circolare Ministeriale pubblicata nella G.U. 145 del 23/06/1989), per edifici costruiti dopo l’entrata in vigore della legge n 13 del 09/01/89.

La domanda di contributo deve essere, in ogni caso, presentata esclusivamente dal disabile o da colui che esercita la potestà o possiede la tutela del soggetto. Non possono, quindi, presentare la domanda altri soggetti. Di conseguenza, nel caso del proprietario di un alloggio o dell’amministratore di un condominio in cui risiede un disabile, deve essere il disabile stesso a presentare la domanda di contributo, con il benestare del proprietario o dell’amministratore, indicando, nell’apposito spazio sul modulo di domanda, che il destinatario del contributo è il proprietario dell’immobile o il condominio stesso.

Gli adeguamenti e gli interventi finanziabili possono riguardare sia opere per l’accessibilità all’immobile, sia opere per la visibilità che per l’adattabilità.

Il disabile, o colui che esercita la potestà o possiede la tutela del soggetto, deve presentare la domanda di contributo (in bollo) compilando l’apposito modulo, per l’immobile in cui ha la residenza, per gli adeguamenti necessari. I moduli compilati vanno consegnati con tutta la documentazione al S.U.E. Sportello Unico per l’Edilizia del Comune, negli orari di apertura al pubblico (lunedi – mercoledi dalle ore 9.30 alle ore 13.00; gioved^ dalle ore 15.30 alle ore 17.30).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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