PROVINCIA – Ricci presidente: la mia candidatura non è mai stata minoritaria o di protesta come qualcuno voleva far credere

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ISERNIA – Vincitore a sorpresa frantumando schemi più forti nel centrodestra certamente attraverso un consenso più trasversale rispetto al previsto e quindi al suo competitor Ianiro sostenuto da pezzi storici della maggioranza di governo regionale e della coalizione dove dopo questo risultato si aprono aree politiche o meglio si consolidano contrafforti le cui spinte potrebbero indebolire la tenuta e la composizione della stessa maggioranza di governo regionale e della stessa coalizione dove ora più che mai gruppetti e singole iniziative sventolano una propria bandiera confondendola con quella d’origine.

E’ evidente che la spaccatura in due netti tronconi del centrodestra c’è, esiste e si è materializzata maggiormente con  questa competizione elettorale, sebbene circoscritta ad amministratori locali, il cui esito non fa altro che indebolire  la casa madre dove le vie di fuga ora sono più  evidenti che mai.

Il gioco che ha fatto il sindaco di Venafro Ricci ora a capo dell’ente di via Berta è partito da lontano ed è stato condotto a termine con molta maestria andando a spaccare un fronte antico ma durissimo e a fiutare l’onda nuova del suo consenso e su questa confidando.

Il neo presidente della Provincia di Isernia Alfredo Ricci ci tiene a sottolineare che la sua candidatura non è stata imposta dall’alto. Anzi. E’ giunta dal basso. Con un gioco di squadra, senza improvvisazioni.

Il primo cittadino di Venafro ha vinto con una percentuale del 52,49%, mentre il suo avversario Felice Ianiro si è fermato al 47,51%.

Ricci ha spiegato che il segreto della vittoria è da ricercare “nel gioco di squadra a livello di amministratori e di amici che hanno condiviso dall’inizio il progetto. La mia non è mai stata una candidatura minoritaria o di protesta come qualcuno voleva far credere…”.

Quindi, “è stata una candidatura per rivendicare il ruolo del territorio nella nostra regione, per rivendicare la buona politica, fatta di contatto con la gente e con gli amministratori, condotto per bene, nel rispetto di tutti… Con rapporti costanti, senza alzare i toni né imporre scelte a nessuno”.

Un altro segreto? Ricci lo spiega senza tanti giri di parole: “Essere presenti sul territorio, non solo nel periodo elettorale. Poi coerenza e autonomia nelle posizioni assunte negli anni, anche quando si era minoritari”.

Sulla spinta ricevuta dalla sinistra il neo presidente non si nasconde dietro un dito ma spiega che è stato il “risultato di una scelta condivisa, non partita con imposizioni dall’alto ma dal basso. Se ci sono state forze politiche trasversali che hanno deciso di votarmi, non è qualcosa di cui vergognarsi ma è qualcosa di cui essere orgogliosi”.

Alfredo Ricci ha provato pure a spiegare come farà ad amministrare la provincia conciliando questo delicato compito con il ruolo di sindaco di Venafro e il lavoro da affermato avvocato: “Conto sul gioco di squadra. Gioco di squadra non improvvisato”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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