PROVINCIALI – Dopo voto, oggi tocca al presidente Micone. Leggiamo cosa dice

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CAMPOBASSO –  Dopo voto alla Provincia di Isernia, avanti un altro.

Nel pantano della polemica ecco un’altra goccia, quella del presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone, uno di quelli che ha appoggiato il candidato perdente Felice Ianiro. Un’altra nota consegnata alla stampa, ma perché scusatemi, non ci mettete tutti la faccia e vi presentate in un’assemblea pubblica davanti al popolo molisano o a quello di centrodestra e spiegate questo grande “teatro?”

Diciamo solo che sono siamo stufi, tutti sono stanchi di subire questa battaglia navale di colpi e controcolpi per poltrone e interessi personali, è ora di mettersi a lavorare e dare spazio a quanti hanno voglia di misurarsi attraverso le proprie professionalità e meriti per risollevare un territorio e istituzioni in cui non esiste più nulla ma solo la frenesia di attribuire incarichi e poltrone vicine al potere.

Questa gran bagarre sul successo di Ricci e sul come quando e perché è arrivato a tanto non interessa nessuno, crea certamente imbarazzo e rabbia perché la politica arrivi a bisticciare su tanto e invece non si strapazza il cervello  che per fare una tac in Molise ci si impiega mesi. Andate politici amici a vedere i tempi di attesa per visite ambulatoriali anche urgenti quelli ufficiali resi noti in questi giorni in Molise! Invece di strapparvi i capelli l’un con l’altro per la Provincia di Isernia che ora come ora come tutte le Province italiane sono destituite di tutto, ma per voi è pur sempre una poltrona, vi occupereste di questi problemi veramente seri che tormentano e mettono nella disperazione centinaia di persone malate in attesa di una speranza di vita.

Comunque, bando alla rabbia,  sentiamo cosa ci dice oggi il presidente del Consiglio Micone, domani chissà a chi tocca!

“Dopo giorni di certosino e rispettoso silenzio, il rappresentante dell’Udc Salvatore Micone vuole sottolineare e portare a conoscenza di come sono andati realmente i fatti e le vicende relative all’elezione del Presidente della Provincia di Isernia.

Voglio fare un doveroso e importante passo indietro nel tempo – dichiara Micone–  per far luce su come sono andate le cose e sul perché il candidato che rappresentava la coalizione di centrodestra fosse Felice Ianiro, sindaco di Frosolone. Nella riunione, tenutasi il 3 agosto u.s. ad Isernia, erano stati individuati, tra i partiti del centrodestra, due possibili nomi da candidare a Presidente della Provincia, ossia il sindaco di Frosolone, Felice Ianiro ed il sindaco di Roccamandolfi, Giacomo Lombardi, quest’ultimo fortemente condiviso dal Consigliere regionale, Michele Iorio. La candidatura del sindaco Ricci a quel tavolo non è stata mai proposta. Sempre in quell’occasione, l’onorevole Annaelsa Tartaglione, esponente di Forza Italia, si prese l’impegno di verificare se il sindaco di Isernia, Giacomo D’Apollonio, fosse interessato e disponibile a fare sintesi come candidato del centrodestra alla Provincia pentra. La stessa sera, la Tartaglione avendo verificato la non disponibilità di D’Apollonio ha convocato personalmente ad Isernia il sindaco Ianiro insieme al vicesindaco di Frosolone Nicola Di Biase, ai quali ha comunicato ufficialmente la piena disponibilità di Forza Italia e dell’intera coalizione di centrodestra alla candidatura di Ianiro, come l’unico e solo esponente della coalizione”.

“La stessa Tartaglione – incalza Micone– in questi giorni ha dichiarato: «I partiti Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno sostenuto Ricci, mentre un’altra parte del medesimo centrodestra Ianiro». Pertanto, mi chiedo come mai oggi la Tartaglione dichiari l’esatto contrario di quanto concordato al tavolo dei partiti e poi comunicato direttamente al candidato Ianiro? E, soprattutto, mi domando perché, la stessa ha pensato bene di smentire le cose sostenendo Ricci con i voti del Partito di Forza Italia unitamente a quelli del Partito Democratico e di qualche esponente vicino al Movimento 5 Stelle? Tutto ciò, probabilmente, vista l’esperienza diretta,  è dovuto all’evoluzione in corso d’opera che vede un drastico cambiamento, proprio in questo periodo, per via delle concitate ed inaspettate vicende che stanno interessando i Palazzi capitolini. Evoluzione che ha “travolto” anche le ultime consultazioni provinciali pentre, come cavie di questo esperimento romano.

Pratica già, purtroppo e furtivamente, “collaudata” in Molise dall’esponente di Forza Italia, che firmando, nello scorso mese di aprile, il patto romano ha “svenduto” la Città di Campobasso imponendo, all’epoca, la scelta del candidato sindaco assegnandolo alla Lega. Mi sovviene un interrogativo se, già allora, si è voluto consegnare subdolamente Campobasso nelle “mani” di manovre sconosciute e frutto di “giochi” provenienti dai Palazzi romani.

Ci aspettavamo di giocare con le stesse regole rispettate, nell’aprile scorso da tutta la coalizione di centrodestra che ha sostenuto il candidato di Forza Italia, Francesco Roberti, a sindaco di  Termoli e che oggi è sostenuto da tutta la coalizione alle prossime elezioni provinciali di Campobasso. Questo è l’unico chiarimento che la parlamentare di Forza Italia deve a noi tutti, ma soprattutto alla Città di Campobasso ed alla Provincia pentra.

Inoltre, mi tocca constatare che, l’onorevole Tartaglione, nonostante sia stata eletta nella Regione Puglia e non eletta direttamente dal popolo molisano, continua arrogantemente e prepotentemente a condurre una gestione pretenziosa della politica molisana, a partire da quella comunale fino a voler imporre l’assetto politico regionale. I malumori sono iniziati con la pretesa dell’assegnazione in Giunta regionale di due assessori al Partito di Forza Italia e continuati, sempre in maniera poco democratica, con l’attribuzione di infiniti elenchi di nomine regionali, penalizzando gli altri partiti eletti”.

“Credo che – conclude Micone- sono queste le interferenze ed i modi che finora sono stati tollerati all’interno del centrodestra e che se reiterati in tale maniera potrebbero causarne una vera e proprio esplosione.

Dobbiamo ricordarci che gli elettori, molisani e non, si aspettano e chiedono quotidianamente a noi politici di non essere il problema alle soluzioni, ma le soluzioni ai problemi perché di problemi già ne vivono tanti. Il politico deve vivere ed ascoltare il territorio, non solo ergersi quando si tratta di scegliere candidati papabili nelle competizioni elettorali, ma deve conoscere e cercare di risolvere le istanze di cui lo stesso territorio soffre”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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