ARTE – Cromestesia 2009-2019, Termoli rinnova l’omaggio a Giovanni Cinelli

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TERMOLICromestesia 2009 – 2019: a dieci anni dalla prima esposizione allestita presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Termoli, si rinnova l’omaggio all’eclettico artista molisano Giovanni Cinelli.

La mostra rappresenta un tributo doveroso ad un artista molto amato: le sue opere sono sparse in gran parte del pianeta e negli anni successivi alla sua scomparsa tramite la sua eredità artistica ha riscosso sempre il medesimo apprezzamento. “Siamo fiduciosi che abbia potenzialità di poter travalicare le epoche. E’ pertanto importante promuovere la sua Arte e consentire alle nuove generazioni di conoscerlo. L’autore celebrato in Cromestesia è colui che con le sue creazioni ci ha trasmesso l’amore per la Natura tutta e la conoscenza dei suoi equilibri ma ci ha anche inviato un warning sui pericoli della loro sovversione raffigurandoli in chiave surreale o metafisica”.

Il filo rosso dell’evento è la Cromestesia, una forma di Sinestesia in cui la mente “vede” spontaneamente un colore in associazione ad un suono o ad altra percezione. Era questa una peculiarità del Cinelli e, anche se non parlò mai di aver avuto esperienze di sinestesia pura, era sicuramente incline alla forma volontaria o cognitiva così che ogni suono poteva associarsi in modo del tutto individuale ad una tonalità cromatica e viceversa.

Giovanni Cinelli era anche musicista, suonava il flicorno tenore, e questo suo intenso legame con l’universo dei suoni non era isolato dalla sua arte visiva ma bensì trovava sovente momenti di confluenza sia in fase creativa che nel tempo che preludeva alla stessa. Ritroviamo invero la metafora musicale negli scritti critici che lo riguardano: “Egli armonizza l’insieme dei colori componendo così una celestiale melodia che penetra nel profondo dell’essere sensibile fino a condurlo dolcemente nel meraviglioso mondo dei sogni. […] La sua pittura assume il tumultuare di un ciclo trionfalistico della poetica della natura”. [Hugo Orlando].

Al di là dell’associazione di singoli suoni e colori, l’Autore ha abilmente rimodulato la solennità di un Concerto o di una Sinfonia attraverso forme e colori, la grandiosità di un pieno orchestrale talvolta regalando giochi di luce che lambiscono nuvole, talora intensificando ombre laddove la potenza del suono è compiuta nell’imponenza dell’insieme. La melodia è visibile nei delicati ricami operati dal pennello e gli aspetti temporali della musica altro non sono che lo scorrere incessante dello sguardo sui dettagli vivi e ricchi che l’artistica tela offre e da essa scanditi e indotti come su una fiorita partitura.

Un invito diretto ai visitatori: “A partire dalle opere esposte, provate ad indovinare i compositori e i brani musicali fonte di sinestesia per l’Autore: sarà l’Offerta Musicale di Bach? Sarà il Requiem di Verdi? Il Messiah di Handel o l’Inverno di Vivaldi?”.

Sarà possibile visitare l’esposizione dal 14 al 27 settembre (dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 22) presso il castello Svevo di Termoli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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