Le nuove regole con la fatturazione elettronica

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Le nuove regole con la fatturazione elettronica

Il 17 giugno 2019, con la circolare 14, l’Agenzia delle Entrate ha cercato di fare un po’ chiarezza sul tema della fatturazione elettronica. Le detrazioni fiscali relative ai rifornimenti di carburante sono tra i temi più cari a chi viaggia molto per lavoro. Vediamo meglio come funzionano.

Innanzitutto, dimenticate i contanti e ricordatevi di pagare sempre il vostro carburante con carte di credito, carte di debito o prepagate. Naturalmente è possibile ancora pagare in contanti, ma in questo modo si rinuncia automaticamente alla detraibilità dell’Iva e a qualsiasi deducibilità dei costi, perché l’obiettivo è rendere tutte le transazioni tracciabili, con grossi vantaggi anche dal punto di vista della rendicontazione, che diventa più agile e automatica.

Cosa c’è da sapere sull’acquisto di carburante

Se siete professionisti che viaggiano molto per lavoro – sia che siate lavoratori dipendenti o autonomi con partita Iva – sapete bene che i costi principali sono proprio quelli legati al carburante, ben più salati dei costi di acquisto del veicolo. Per questo, sia le aziende che i liberi professionisti, hanno molto interesse a beneficiare della deducibilità delle spese.

Innanzitutto, bisogna capire di cosa parliamo quando citiamo la fattura elettronica o la “e-fattura”. Non è nient’altro che un documento in formato digitale xml che contiene i dati tipici della fattura cartacea. Il benzinaio è tenuto a compilare il documento con le informazioni fornitegli dal cliente e a inviarlo, entro le 24 ore seguenti, al server dell’Agenzia delle Entrate, il Sistema di Interscambio (SDI), il quale a sua volta processa le informazioni, trattiene quelle di suo interesse (per esempio relative al calcolo dell’IVA) e trasmette la fattura al compratore.

La legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 27 dicembre 2017) ha introdotto alcune novità legate all’acquisto di carburante, tra cui l’obbligo della fattura elettronica per le cessioni di carburante nei confronti dei titolari di partita Iva e imprese (escludendo dunque i consumatori privati) e l’abolizione scheda carburante, sostituita dalla carta carburante: una versione telematica, disponibile in diverse versioni, che grazie alle molte automazioni risulta pratica per tener conto di tutte le spese, per redigere la rendicontazione e anche per calcolare le detrazioni.

In pratica, l’ultima legge di bilancio istituisce delle limitazioni alla detraibilità dell’IVA subordinandola ai pagamenti tracciabili, sia per chi acquista carburante e lubrificanti per autotrazione, sia per chi li acquista per “aeromobili, natanti da diporto e veicoli stradali a motore”.

Sono esclusi dalla normativa il GPL, i carburanti per la nautica, motori fissi, gruppi elettrogeni e apparecchiature varie. Per chiarire meglio l’applicazione delle nuove norme l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento n. 73203 del 4 aprile 2018, dove si elencano tutti i mezzi di pagamento (oltre alla moneta elettronica: credito/debito e le prepagate) che consentono di scaricare i costi di carburante e l’IVA dalla dichiarazione dei redditi.

Pagare con mezzi di tracciabili: quali sono ammessi?

Per poter ancora beneficiare delle detrazioni, la circolare specifica che è necessario pagare con “carte di debito, di credito, prepagate”, oppure con altri strumenti di pagamento elettronico “che consentano anche l’addebito in conto corrente”. Le carte possono essere sia aziendali che personali, a patto che in questo caso venga mantenuta una “catena ininterrotta di corresponsioni tracciabili” tra il dipendente (o collaboratore) e l’azienda, compresi gli eventuali rimborsi spese.

Dunque carte di credito, di debito, bancomat e prepagate per l’acquisto di carburante. Ma quali sono gli altri mezzi consentiti? La circolare parla di assegni bancari e postali, bonifici, addebiti diretti in conto corrente e altri strumenti di pagamento elettronico che consentano l’addebito in conto corrente. Tutti i titolari di partita IVA devono dunque fare in modo di dotarsi di strumenti di pagamento idonei.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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