CAMPOBASSO – Consiglio comunale, la minoranza diserta l’aula contestando i termini e le modalità della convocazione. La maggioranza vota la variazione di Bilancio

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CAMPOBASSO – Consiglio comunale contestato dai consiglieri di minoranza che hanno protestato disertando l’aula convocato attraverso Pec tre giorni prima valido a tutti gli effetti per la maggioranza di palazzo San Giorgio.

Proprio in merito ai termini riguardanti la convocazione del Consiglio, il Segretario generale, Vincenzo Benassai, su richiesta del Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Guglielmi, ha espresso il suo parere di regolarità.

Da palazzo San Giorgio, infatti, comunicano che facendo riferimento alle doglianze che sono state presentate da alcuni Consiglieri Comunali di minoranza ed ad alcuni articoli apparsi sulla stampa nella giornata di ieri, con cui sono state contestate le modalità di convocazione della seduta odierna, il Segretario generale ha citato le osservazioni fatte pervenire da alcuni consiglieri comunali ove veniva evidenziata una mancata ricezione della notifica di convocazione del Consiglio Comunale non avvenuta né tramite Pec né tramite messo a mezzo di comunale; in un’altra nota si rileva che non sarebbe stato notificato l’avviso di convocazione nelle 72 ore precedenti il Consiglio Comunale.

Ciò premesso, il Segretario generale ha comunicato che la convocazione del Consiglio comunale è stata protocollata in data 25 ottobre con il numero di protocollo 57942 ed è stata consegnata con strumento elettronico a disposizione dell’Ente cioè una Pec istituzionale intestata al Presidente del Consiglio comunale nel giorno successivo, cioè sabato 26, quindi nei tre giorni antecedenti alla seduta consiliare prevista per oggi;  pertanto il termine per la convocazione del Consiglio è stato rispettato.

Vi sono le ricevute, della avvenuta consegna dell’avviso di convocazione ai consiglieri,  del giorno successivo (sabato 26) che era un giorno utile, secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato (Cons. Stato, Sez. V, 28.01 1992, n. 86) espressasi con riferimento al termine previsto dall’Art. 125 R.D. 2.2.1915 n. 148 (secondo cui il termine previsto dall’art. 125 R.D. 4.2.1915 n. 148 entro il quale gli avvisi di convocazione del consiglio comunale devono essere consegnati ai consiglieri in caso di sessioni straordinarie, deve essere calcolato partendo dal giorno successivo a quello iniziale e comprendendo quello finale (Cons. Stato, Sez. V, 28.1.1992, n. 85).

“In sostanza, nel silenzio della legge che qualifica come “libero” un determinato termine, devono trovare applicazione di principi generali sul computo dei termini riassunti nella formula dies a quo non computatur in termina, dies ad quem computatur (Cfr. Cass. civile, Sez. I, 28.3.1997, n. 2807)…”.

Il Segretario generale ha evidenziato che in queste fattispecie c’è una legittima richiesta dei Consiglieri interessati di ritirare l’avviso di convocazione in quanto ritenuto non tempestivo, non legittimo; chiaramente lo spazio dell’autotutela rimesso alla Presidenza del Consiglio comunale è collegato esclusivamente all’accertamento di un motivo di illegittimità che nella specie non sussiste.

Quindi, qualsiasi decisione può essere presa dal Consiglio ma nel merito, in quanto il Consiglio comunale può decidere il calendario dei lavori consiliari, ma, altrimenti, il Presidente non ha elementi per annullare un avviso di convocazione che come è stato evidenziato è tempestivo e legittimo per le motivazioni evidenziate.

Il Presidente ha concluso evidenziando che c’è stato un episodio analogo nella seduta del 15 aprile di quest’anno con la precedente amministrazione. In una situazione analoga la seduta è stata legittimamente tenuta alla data prevista dall’avviso di convocazione inviato tre giorni prima della seduta, non considerando il primo giorno cioè il dies a quo e, invece, considerando il dies ad quem.

Dopo il parere del Segretario Benassai, il capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Antonio Vinciguerra, ha chiesto l’inversione dei punti previsti all’Ordine del Giorno per permettere così la discussione immediata delle delibere. Il Consiglio ha prima votato l’inversione dell’odg e, dopo l’intervento dell’assessore al Bilancio, Pina Panichella, e del sindaco Gravina, ha approvato le proposte di Deliberazione relative alla ratifica variazione al bilancio di previsione finanziario 2019/2021 adottato in via d’urgenza dalla Giunta Comunale con atto n.227 del 9 ottobre 2019 e la Variazione al bilancio di previsione finanziario 2019/2021.

Non essendo presenti in aula i consiglieri di minoranza che avevano proposto interrogazioni e interpellanze, non è stato possibile discutere le stesse in questa seduta e la trattazione slitta così al prossimo Consiglio.

Lo stesso Consiglio ha poi votato a favore del rinvio delle mozioni e degli ordini del giorno presentati sempre dai consiglieri di minoranza non presenti in aula, al fine di permetterne la discussione nel prossimo Consiglio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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