VENAFRO – Rischio idrogeologico, rideterminazione degli attuali vincoli: in arrivo il nuovo progetto del Comune

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VENAFRO – Eliminare e/o rideterminare gli attuali vincoli legati al Rischio Frana e Rischio Alluvione imposti dall’Autorità di Bacino, definiti come Rischio idrogeologico.

E’ volontà dell’Amministrazione Ricci, infatti, iniziare l’iter di riperimetrazione sia del rischio frane che del rischio alluvioni,  per dare la possibilità di edificare e/o di effettuare mutamenti di destinazioni d’uso in zone dove attualmente non è consentito e, comunque, di incrementare la possibilità di intervento nelle altre zone dove pure vigono i citati vincoli, ma in misura ridotta.

Tra la fine degli anni ‘80 e inizio degli anni ‘90, l’Allora Autorità di Bacino Liri, Garigliano e Volturno, oggi denominata Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, determinò sul territorio di Venafro una serie di prescrizioni urbanistiche applicando il PIANO STRALCIO PER L’ASSETTO IDROGEOLOGICO – RISCHIO DI FRANA (PSAI-Rf).

In pratica, l’Autorità di Bacino, inviò il PSAI-Rf al Comune di Venafro in attesa di ricevere relazioni e deduzioni che potessero salvaguardare sia il territorio quanto l’incolumità dei cittadini, ma l’inerzia dell’epoca da parte del Comune, fece sì che venisse applicato il PSAI-Rf  “sic et simpliciter”, comportando per la città di Venafro un notevole danno in un’ottica di sviluppo urbanistico.

“La necessità di rivedere il PSAI-Rf, – afferma Marina Perna, assessore all’urbanistica del comune di Venafro – la riscontro attraverso le problematiche che sorgono ogni qual volta i cittadini richiedono il cambio di destinazione d’uso di un immobile e/o l’applicazione del “Piano casa” nelle zone dove insiste il PSAI-Rf nello specifico in riferimento al concetto di carico urbanistico. Ovviamente, – continua Perna – il tutto va letto anche in un’ottica di sviluppo del centro storico. Un centro storico di rara bellezza, sul quale tra l’altro, l’Amministrazione Comunale sta puntando sia con le modifiche alle NTA del Piano Regolatore, quanto agli ultimi finanziamenti (CIS e Ministero) ottenuti”.

L’istruttoria del progetto avrà una durata complessiva di circa 2 anni e prevederà oltre la predisposizione di studi, cartografie, indagini, modellazioni su specifici tematismi e fenomenologie di instabilità, studi e relazioni sulle sezioni idrauliche, la disamina degli elaborati da parte del Comitato Istituzionale presso il Ministero dell’Ambiente, Conferenza programmatica presso la Regione Molise (fra Comune, Provincia e Regione), per poi concludersi con l’emanazione di specifico DPCM da parte del Ministero dell’Ambiente contenente l’adozione della modifica e successiva pubblicazione.

“Nonostante l’iter sia lungo e tortuoso, – conclude l’assessore Perna – sono certa che il tutto si concluderà con una definizione positiva per il Comune di Venafro”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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