CONFCOOPERATIVE MOLISE – Coop di comunità per “salvare” i piccoli centri del Molise

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MOLISE – Confcooperative Molise punta sulle coop di comunità per “salvare” i piccoli centri: workshop il 16 dicembre. Si parlerà di un fenomeno che sta prendendo piede da qualche anno in tutta Italia.

La cooperativa di comunità come una frontiera per sventare la morte economica e sociale dei piccoli centri molisani. Un tema importante, delicato, che sarà affrontato lunedì 16 dicembre nel workshop organizzato da Confcooperative Molise dal titolo “Cooperative di comunità: importante occasione di sviluppo per territori interni e montani”.

Si parla di un fenomeno che da qualche anno si sta sviluppando sempre di più in tutta Italia. “Cittadini, abitanti protagonisti delle loro comunità, che lavorano in cooperativa per il bene comune” questa una possibile definizione di cooperativa di comunità. Ma cosa vuol dire? L’obiettivo principe è fare in modo che i paesi non vengano lasciati al proprio destino o abbandonati.

E’ come se la cooperativa in questione si mettesse a disposizione di una comunità e, per certi versi, fosse un tutt’uno con essa. Le prerogative restano strettamente legate al territorio di riferimento e spesso nascono allo scopo di ricostruire un tessuto economico e culturale.

“Si tratta di un fenomeno nuovo che sta nascendo in Italia – spiega Giuseppe Daconto, responsabile analisi economica e sviluppo del centro studi di Fondosviluppo Confcooperative. Si tratta del protagonismo di cittadini che vivono disagi legati allo spopolamento, alla perdita di servizi, alla riduzione dello sviluppo, che decidono di associarsi in cooperative per riattivare servizi, produzioni e beni”.

Qual è l’origine delle cooperative di comunità? “Nascono soprattutto nelle comunità montane, che fanno anche riferimento alle aree interne. Dunque, siamo lontani dai grandi centri, dagli ospedali, dalla rete dei servizi, dai poli industriali e di sviluppo”.

Scendendo nel particolare, “le cooperative di comunità fanno tante cose diverse, ed è bene così. Per esempio, la gestione di un bar o di un ristorante o la riattivazione di un bene in disuso in un piccolo centro, la creazione di un infopoint turistico e percorsi turistici attrattivi, aprendo, ad esempio, un sentiero/cammino o un parco culturale o un museo, la lavorazione di ettari di terre abbandonate, ma anche lo spalamento della neve e la manutenzione attiva del territorio”. Per quanto riguarda le risorse, “possono essere chiaramente private, essere reperite anche tramite Fondosviluppo ma anche tramite fondazioni bancarie, e si iniziano a orientare di conseguenza anche le risorse pubbliche su questo capitolo. Cruciale può essere il ricorso a fondi europei, nella nuova programmazione dal 2021 questi temi saranno più centrali”.

Sembra che lo Stato sia propenso a puntare sui territori disagiati e, quindi, anche sulle cooperative di comunità: “Nella manovra di bilancio, ancora da approvare in maniera definitiva, c’è un stanziamento aggiuntivo di 200 milioni di euro per il triennio 2021/2023 volto anche a raddoppiare le aree interne selezionate, che passerebbero da 72 a 140 più o meno. Poi ci sono i fondi di alcune regioni che hanno previsto bandi per le cooperative di comunità. E infine i Gal, gruppi d’azione locale, altro strumento interessante per attivare risorse in favore di comunità per lo sviluppo locale e le filiere agroalimentari, culturali e turistiche”.

In definitiva, a contare in questa nuova forma cooperativa è la valorizzazione della comunità di riferimento, la multifunzionalità e la mutualità cooperativa legata d un territorio, assieme alla rete di soggetti coinvolti. Il tema sarà oggetto di discussione e di approfondimento lunedì 16 dicembre a partire dalle ore 9.30 presso la Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso in via Milano. Saranno presenti Giovanni Teneggi, Referente nazionale per Confcooperative delle Cooperative di comunità, Matteo Bettoli del Dipartimento sviluppo sostenibile di Confcooperative, Vittoria Ventura di Fondosviluppo Spa, responsabile della promozione cooperativa ed ulteriori relatori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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