
ISERNIA – All’alba, personale della Squadra Mobile della Questura di Isernia ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura coercitiva degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Isernia a carico di un 20enne di Venafro, con a carico pregiudizi di polizia concernenti il CdS.
L’ordinanza è stata adottata dal Gip presso il Tribunale di Isernia Dott. Antonio Sicuranza a seguito di richiesta del Procuratore della Repubblica Dott. Carlo Fucci e del Sost. Proc. della Repubblica di Isernia Dott. Marco Gaeta.
L’attività di indagine ha avuto inizio a seguito di una chiamata del medico del locale Pronto Soccorso, il quale comunicava che poco prima era giunto un giovane, accompagnato da altri coetanei, in uno stato obnubilato. L’intervento della Polizia di Stato, in loco, avviava i primi accertamenti.
Le indagini coordinate dal Procuratore della Repubblica Dott. Carlo Fucci, dirette dal Sost. Proc. della Repubblica di Isernia Dott. Marco Gaeta e condotte dalla Squadra Mobile alle dipendenze del Dott. Lorenzo Cariola della Questura di Isernia diretta dal Questore Roberto Pellicone, evidenziava che nel corso della nottata del 10 novembre u.s., verso le ore 04:00 il giovane unitamente ad un suo amico si portava presso il locale notturno denominato “Roof Club” di Isernia.
L’aggredito privo di sensi, veniva soccorso dal suo amico, che aveva assistito all’evento e da altro giovane che lo trasportavano al vicino P.S. ove i sanitari dopo aver visitato il giovane gli riscontravano un traumo cranico, con ferita lacerocontusa alla regione temporale DX, frattura focale della teca cranicaa alla regione temporale DX, piccolo focolaio emorragico alla sede frontale DX, con relativa prognosi roservata. Le lesioni sono poi state giudicate guaribili in 80 gg. S.c.
L’escissione immediata della P.O. e di tutti i testi, come spiegano e rilevano gli organi inquirenti, nonchè del proprietario dell’autovettura Lancia Y che aveva attutito la caduta del malcapitato ed i rilievi del Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica sull’autovettura e presso i llocale notturno consentivano di acquisire un quadro indiziario comprovante il chiaro intento omicidiario di N.S., che fra l’altro si era dato ad una precipitosa fuga dopo l’occorso.
Tale quadro veniva successivamente condiviso dalla Procura della Repubblica e quindi dal GIP presso il Tribunale di Isernia che ha emesso l’ordinanza cautelare eseguita dalla Squadra Mobile.
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