
Trading online: le prospettive finanziarie di fine anno
Si sta assistendo ad un mondo che guarda incerto al futuro. Si è trattato di un anno, questo del 2019, iniziato con le migliori intenzioni e mille problemi che necessitavano di una soluzione. Tuttavia, come spesso accade, a questi se ne sono andati ad aggiungere altri e la situazione non ha fatto che degenerare.
Si tratta di una incertezza e una indecisione che poco fanno bene agli investimenti e agli affari: dopo una breve pausa tra Luglio e Settembre, le Borse riprendono a procedere con cautela, zigzagando tra leggeri aumenti e leggeri cali che lasciano gli investitori di trading online basiti per quanto riguarda le mosse future.
Il trading online, in tutto ciò, è un fenomeno che continua a crescere, come se la speranza delle persone sia che con il prossimo anno questa situazione possa trovare una risoluzione in un modo o nell’altro.
Brexit: in programma una proroga al 31 dicembre
Continuano ad essere anni sfiancanti quelli successivi al referendum per l’uscita dall’UE. È dal lontano 2016 che continua questo tira e molla tra Gran Bretagna e UE, con il Parlamento inglese sempre più nel caos.
Anche stavolta l’UE non rinuncia e non lo fa nemmeno il Parlamento: quella che doveva essere la scadenza per la presentazione di un accordo, il 31 ottobre, verrà nuovamente spostata in avanti, prorogata al 31 dicembre.
L’aut aut voluto da Johnson continua ad essere posticipato, soprattutto per le complesse e profonde conseguenze che un no-Deal potrebbe avere per l’unione politica ed economica della Gran Bretagna.
BCE: nuovo presidente a fronteggiare i dazi
Come se non bastasse la caotica situazione inglese, l’UE si è trovata costretta a fronteggiare le nuova manovre finanziarie di Trump. Il Presidente americano sembra avercela veramente con tutti e, dopo una sfiancante guerra commerciale con la Cina, che ha rischiato seriamente di danneggiare le economie di entrambi i paesi, adesso sembra essere toccato all’Unione Europea.
È dal 18 ottobre che sono entrati in vigore i dazi verso le merci europee: dal valore complessivo di 7,5 miliardi di dollari, si tratta di restrizioni commerciali principalmente a danno di Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna. Tempestiva la reazione di Mattarella e Conte che si sono recati a Washington per assicurare il libero commercio dei prodotti alimentari della penisola.
Nel mentre la BCE sta vedendo un fondamentale cambio di direzione: via Mario Draghi, storico presidente. Al suo posto è stata eletta Christine Lagarde, in carica per i successivi 8 anni. Dall’inizio di novembre la nomina avrà effetto e la Lagarde inizierà con l’affrontare la difficile situazione dei rapporti con gli USA.
Cina: in positivo il PIL, ma con cali rispetto gli anni precedenti
Procede con cautela anche il colosso asiatico, che poco crede all’armistizio con gli Stati Uniti: rafforzare il mercato interno ed estero cercando valvole di sfogo per gli eccessi di capitale che il paese produce.
Pechino afferma di star lavorando a obiettivi difficili ma promettenti per il futuro, e, in effetti, la situazione non è completamente rosea, con il PIL al +6%, in calo rispettivamente di 0.2% e 0.4% rispetto ai precedenti rilevamenti nel corso dell’anno.
Nel frattempo i mercati asiatici preferiscono procedere con cautela e non dare eccessivo affidamento alle parole imbellettate provenienti da Washington.
Un panorama di tensioni
Si tratta di un panorama di forti tensioni, questo, che non si risolverà nell’immediato. C’è ancora molto lavoro da fare e probabilmente il ruolo di regista lo giocherà ancora una volta l’America.
La situazione interna americana non è delle più rosee, infatti, e solo la conferma o meno del piano di salvaguardia dell’economia interna fornirà al resto del mondo la conferma che attende sul come comportarsi.
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