VENAFRO – Polveri sottili, inizio d’anno shock: il 2020 si apre con delle punte record

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VENAFRO – Quattro su quattro, punteggio pieno.

Non è il ruolino di marcia del Venafro lanciato verso la promozione in serie D, ma il meno esaltante risultato messo a segno dalle polveri sottili in questo inizio d’anno.

Dunque, inizio anno con il botto. In quattro delle prime quattro giornate del 2020 le antenne dell’Arpa Molise hanno captato valori di inquinanti oltre il massimo consentito dalla legge con picchi particolarmente allarmanti.

A dire il vero, i contatori sono schizzati in alto già a partire da martedì 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno, con 52 microgrammi registrati dalla centralina, abbondantemente al di sopra dell’asticella fissata dalla legge in 25 microgrammi per metro cubo d’aria. Quindi, più del doppio.

Il giorno successivo, primo giorno del nuovo anno, l’asticella si è fermata ad appena – si fa per dire – 35 microgrammi, per poi iniziare nuovamente la risalita verso valori a dir poco preoccupanti, 51 microgrammi registrati giovedì 2 gennaio e poi 75 microgrammi venerdì 3 gennaio.

Ma la situazione presentatasi l’indomani, sabato 4 gennaio, è andata ancora oltre, toccando vette record. Si è raggiunto, infatti, il ragguardevole picco di 107 microgrammi/metro cubo. Cioè un valore oltre 4 volte il limite ammissibile, ovvero aria irrespirabile per una intera giornata.

Valori decisamente elevati e che peraltro costituiscono la media giornaliera.

Ad ogni modo, i dati dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Molise parlano chiaro: dall’inizio dell’anno nel centro abitato di Venafro le polveri sottili presenti nell’aria hanno superato il livello massimo consentito. In via Colonia Giulia e via Campania, passaggio obbligato per il traffico interregionale, il problema inquinamento è reale. Ogni giorno migliaia di autoveicoli transitano in città. In regione nessuno è messo così male.

E nonostante l’apertura della variante esterna all’abitato, che ha ridotto notevolmente il numero di automezzi provenienti o diretti in Campania, gli sforamenti registrati dalle centraline dell’Arpa restano una costante. Anzi, rispetto alla media degli anni precedenti, la situazione sta peggiorando. Basterà completare la futura autostrada del Molise o la bretella di Ceppagna per abbattere le polveri sottili? Certo, riducendo anche il traffico sulla rotta Lazio-Molise-Abruzzo, un miglioramento appare scontato. Ma più di qualcuno scommette che il problema non sarà risolto definitivamente. Nell’area venafrana, sostengono gli ambientalisti, c’è qualcosa che non va. Non lo dicono direttamente, ma fanno capire che qualche dubbio sull’attività di alcune aziende della zona ce l’hanno eccome.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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